Mafia, notizie e domande


foto: La Provincia

La domanda che bisognerebbe porsi, una volta tanto, con serenità è alla fine una sola: quanto ancora si è disposti ad accettare notizie come quella di stamattina.

http://www.laprovinciadicomo.it/stories/como-citta/le-mani-dei-clan-sulle-impreseblitz-nel-comasco-e-in-brianza_1255821_11/

La domanda non è “quantitativa”:la cronaca fa scalpore, ovviamente (27 ordinanze di custodia), la vicenda farà il suo corso; è possibile che alcuni sospetti vengano confermati, che arrivino ad un processo e ad una condanna, così come è altrettanto possibile che altre posizioni risultino non rilevanti penalmente. A questo servono le indagini.

La domanda è “qualitativa”. Fino a quando un territorio, la sua popolazione e le sue classi dirigenti (politiche, sociali, imprenditoriali) può accogliere notizie di questo tipo con una sorta di “inevitabilità”.

Ci saranno le dichiarazioni sorprese, le manifestazioni di indignazione, le fiaccolate di solidarietà, le iniziative (purtroppo spesso poco più che formali) per dire che questo o quel comune non hanno niente a che fare con la criminalità organizzata. Poi con calma tornerà il silenzio, almeno fino alla prossima retata, al prossimo blitz, al prossimo arresto. E dovremo ancora una volta ringraziare magistratura e forze dell’ordine perché con le loro azioni torneranno ad accendere la nostra attenzione sopita.

Perché se è vero che nelle intercettazioni si sente chi sogna di “portare San Luca a Milano”, nascondersi dietro ai termini “infiltrazione” o “invasione” è solo un esercizio di retorica, nel tentativo di affrontare il tema come se si trattasse di una cosa esterna e “altra” dalla nostra società.

La situazione di Seregno, invece, non riguarda affatto qualcosa di “altro” ma chiama in causa noi, le nostre scelte, le nostre decisioni, le nostre priorità. Anche nelle piccole scelte, come quella di chiudere o meno un bar: proprio come Piero Colaprico raccontava già un anno e mezzo fa.

La domanda è quanto ancora un territorio, la sua popolazione e le sue classi dirigenti (politiche, sociali, imprenditoriali) può continuare ad accogliere notizie di questo tipo senza riflettere seriamente su quali siano gli anticorpi di cui dotarsi per evitare che notizie del genere diventino parte della cronaca quotidiana.

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