La zona di mezzo

C’è una fotografia che rappresenta meglio di tutte le altre l’essenza della situazione romana appena scoperchiata dalle inchieste e dagli arresti eccellenti di questi giorni. E’ la foto che raffigura il ministro Poletti presenziare ad una cena svoltasi nel 2010 organizzata da Salvatore Buzzi, figura di spicco nel mondo della cooperazione romana ma, secondo gli inquirenti,…

Poco futuro all’orizzonte

La Leopolda di Renzi si dimentica (o quasi) di corruzione e di lotta alle mafie, il M5S parla di una “mafia che aveva una moralità e non uccideva i bambini”. Se questa è la politica che guarda al futuro, c’è poco da stare allegri.

Credevamo di essere al sicuro (*)

L’ombra l’unga della criminalità organizzata dietro ai fatti di Guanzate e Cermenate: una doccia fredda (l’ennesima) per un territorio che continuava a ripetersi di essere estraneo a certi problemi Minacce di morte ad amministratori pubblici, colpi di pistola nel cuore della notte, cadaveri sepolti in giardino. Succede a pochi chilometri da noi, dalle nostre case, dalla…

Le vie silenziose della corruzione

“Non ci interessa sapere se gli imprenditori che corrompono lo fanno perché obbligati o per vero e proprio spirito doloso: essi non possono stare con noi” Giorgio Squinzi – 9 giugno 2014 Raramente si erano sentite, nei salotti imprenditoriali italiani, parole tanto nette contro il male della corruzione come quelle pronunciate dal presidente di Confindustria…

La grande amnesia all’italiana

Sulla reale portata degli arresti che hanno interessato l’EXPO, e sul loro significato politico, ha ragione Ezio Mauro quando, nel suo fondo di lunedì scorso, scrive: […] Tangentopoli è diventata un know-how, un’esperienza professionale, un biglietto da visita per continuare a rubare nello scambio tra politica e affari. Com’è stato possibile che personaggi discreditati, con evidenti responsabilità…

E mentre tutti sono occupati a pensare ai “forconi”…

… a Palermo, una mattina di novembre, va in scena un tremendo spettacolo di ingiustizia e violenza che in un Paese normalmente attento, preoccupato del proprio futuro, anche indignato, sarebbe un motivo più che sufficiente per far scendere in piazza migliaia di persone a rivendicare diritti, libertà, giustizia. Noi invece stiamo a guardare i “forconi”…