La Costituzione e la legge (ma a proprio piacimento): un anno dopo.


E’ settembre a Cantù: bentornati fascisti! Per il secondo anno di seguito il Comune di Cantù concede un’area pubblica ad un raduno delle forze di estrema destra. Ed è ancora più pericoloso perché la ripetizione normalizza e fa percepire le cose come meno gravi. In pratica se ne assimila la presenza, primo passo perché un evento isolato divenga una ricorrenza nell’indifferenza generale.

Quest’anno fa decisamente meno rumore la notizia in sé così come l’opposizione all’evento già proclamata dalle forze (politiche, sindacali e civili) che si rifanno ai valori dell’antifascismo. Personalmente nutro sempre le medesime riserve di un anno fa e mi riferisco sia a chi sostiene che l’amministrazione avrebbe le mani legate, sia chi dipinge l’autorizzazione all’evento la più corretta applicazione del principio Costituzionale della libertà di espressione del proprio pensiero (e lo dico ben sapendo  che tale giudizio è stato espresso da posizioni anche molto autorevoli).

Una ricostruzione strana, questa, da parte di chi – sindaco in testa – non esita a rivendicare la massima libertà di espressione alle proprie idee ma a negarla verso ogni possibile critica ricondotta invece ad interessi di parte, a dietrologie e a presunte ipocrisie: “ipocriti della costituzione” ci chiamavano un anno fa, condendo il tutto con comode massime di Voltaire e frasi prese a casaccio da Pertini e Rosa Luxembourg.

E, a parte questo, rimango convintamente dell’idea che questa visione, quella che cerca di far passare l’immagine di un sindaco quale semplice burocrate ed esecutore materiale della legge, non solo è una semplice scappatoia dalle proprie responsabilità ma è anche fuorviante.

E se un giorno un gruppo di cittadini organizzasse in una sala comunale una conferenza sui benefici della presenza della criminalità organizzata in un territorio, o una lezione sulla superiorità dell’uomo sulla donna, o ancora, sulla bellezza di una società senza portatori di handicap, come si comporterebbero tutti questi strenui difensori della libertà di opinione? Del resto si tratterebbe solo di esprimere opinioni, che ci sarebbe di male? E noi che ci opporremmo, saremmo bollati anche in questo caso di essere “ipocriti della costituzione”?.

Il fatto che Cantù sia per il secondo anno consecutivo la Mecca del neo-fascismo italiano non pare preoccupare minimamente i suoi amministratori. Io sono invece pronto a scommettere che di fronte a richieste come quelle – assurde – degli esempi fatti sopra assisteremmo a prese di distanza e a rifiuti netti motivati non solo da opinioni personali ma dalla volontà di non accostare il nome della propria città ad eventi così vergognosi. E questo conferma implicitamente altre 2 cose che si sostenevano già un anno fa: 1) che la tenacia del sindaco a concedere l’autorizzazione fosse motivata più che altro dalla volontà di andare contro l’opinione dei partiti e 2) che il ruolo di amministratore non si limita a quello di burocrate.

Un sindaco ha il dovere di incidere anche culturalmente sulla città che è chiamato a governare nella speranza di lasciarla meglio di come l’ha trovata. Il suo è un ruolo politico nel quale compie scelte che vanno ben oltre il concedere o meno autorizzazioni sulla base della fredda applicazione della legge. Se Bizzozero non sapesse queste cose non avrebbe fatto nemmeno la metà delle cose encomiabili che ha fatto come Sindaco, alcune delle quali sono vere e proprie innovazioni per il nostro territorio.

E’ per questo che non è credibile affermare che il comune ha le mani legate circa la concessione dell’area per tale manifestazione, perché concedere uno spazio pubblico è sempre e comunque una scelta anche politica. E qui non stiamo parlando di negare a FN, che è un partito legalmente costituito, di tenere un banchetto in campagna elettorale, o di un comizio di Roberto Fiore: stiamo parlando di dare uno spazio pubblico per un raduno di forze eterogenee (tra le quali FN) che apertamente si riconoscono in una serie di valori che sono la negazione dell’Italia di oggi e la negazione di quelli iscritti nella nostra Costituzione.

E non si può negare questa cosa alla luce anche del programma dell’evento che è stato diffuso. Ne parla Emanuele Caso nel suo blog dal quale riprendo:

Tra i relatori del Festival organizzato da Forza Nuova autorizzato da Bizzozero e al via dopodomani al Campo Solare di Cantù, c’è anche un concittadino. Si chiama Mirko Viola, 43 anni, arrestato e condotto in carcere una prima volta il 16 novembre 2012 nell’ambito dell’operazione contro il sito neonazista e negazionista della Shoah “Stormfront”. L’accusa era istigazione all’odio razziale e gli valse una condanna a 2 anni e 8 mesi dal gup di Roma l’8 aprile 2013 con successiva concessione dei domiciliari. Viola, però, il 15 giugno successivo venne nuovamente condotto in carcere (a San Vittore) per aver violato il divieto di utilizzo di Internet, salvo poi essere rilasciato il 23 dicembre 2013. In totale, 336 giorni di carcere e 67 di domiciliari. Oltre a una coerente e costante rivendicazione delle teorie negazioniste dello sterminio degli ebrei.

Commettere reati diventa la cifra della propria competenza e per questo motivo invitati a parlare.

E ci sarà spazio anche per Andrea Zunino, uno dei “leader” di quei movimenti che per ignoti motivi paralizzarono per qualche giorno l’Italia facendosi chiamare “forconi”. Parlerà di “Sovranità monetaria” vista la sua competenza su questo ed altri argomenti.

Insomma Cantù, per il secondo anno, è una città dove chi vota un partito significa che “o ci guadagna o è un cretino” (cit.) ma se propugni ideali che sono la negazione dei fondamenti della nostra Nazione sei il benvenuto. E per il secondo anno, sono orgoglioso di non essere un canturino.

PS: Gli “ipocriti della Costituzione” si ritroveranno invece qui.

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