Le vie silenziose della corruzione


“Non ci interessa sapere se gli imprenditori che corrompono lo fanno perché obbligati o per vero e proprio spirito doloso: essi non possono stare con noi”

Giorgio Squinzi – 9 giugno 2014

Raramente si erano sentite, nei salotti imprenditoriali italiani, parole tanto nette contro il male della corruzione come quelle pronunciate dal presidente di Confindustria intervenuto all’Assemblea di Assolombarda: è solo l’ultima voce di un coro sempre più forte e determinato a chiedere che sul malaffare diffuso in Italia si cambi definitivamente rotta.

Eppure, per capire quanto questo obiettivo sia lontano dall’essere raggiunto, ecco tre notizie recenti passate fondamentalmente nell’indifferenza generale.

1 – Requisiti di onorabilità: ma non per le grandi aziende

Le recenti assemblee di Terna, Eni e Finmeccanica non hanno approvato l’introduzione, nei propri statuti, dei requisiti stabiliti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per la scelta dei propri dirigenti e manager. La clausola era tesa ad impedire a manager condannati anche in via non definitiva per reati societari o contro la PA di rimanere o di venire inseriti negli organi di governo aziendali. Delle grandi aziende italiane, al momento, solo Enel ha approvato tale norma.

Si dirà pure che nessuna grande azienda al mondo ha regole simili: ma anche con queste decisioni si lascia aperto uno spiraglio alla corruzione.

2 – Bonus auto-conferiti ai dirigenti di Regione Lombardia

Mentre i 270 impiegati sono impegnati in una estenuante trattativa con l’ente per il rinnovo dei contratti integrativi (cifre che vanno dai 300 ai 2mila 150 euro lordi l’anno), a 27 dirigenti amministrativi sono stati liquidati i premi di risultato del 2013: in media 20mila euro a testa. Che vanno ad aggiungersi, ovviamente, a stipendi già notevoli. Il tutto sulla base del raggiungimento di obiettivi che la stessa Regione si era fissata. Tra i beneficiari del bonus, anche i dirigenti che hanno autorizzato la determina e anche chi ha lavorato il quella posizione solo per 4 mesi.

Tra tutti mi colpisce, per l’assurdità della posizione, il bonus di oltre 20mila euro riconosciuto a Mario Quaglini, “responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza”. Forse si tratta di una persona bravissima, professionale ed integerrima. Ma dopo la tempesta che ha investito la Regione Lombardia, tra gli scandali sanitari dell’era Formigoni e quelli legati all’EXPO sotto il governo Maroni, mi sembra difficile dire che la “direzione per la prevenzione della corruzione e la trasparenza” abbia lavorato in modo apprezzabile e adeguato.

Anche di queste cose si alimenta la corruzione.

3 – Il 16,5% degli alloggi costruiti nel 2013 è abusivo.

Infine, notizia di queste ore, il Rapporto Ecomafia 2014 di Legambiente ha rivelato che delle  157mila unità abitative costruite nel 2013, circa 26mila sono state realizzate abusivamente: senza le autorizzazioni o senza rispettare le dovute normative in tema di regolarità del lavoro.

E per ogni casa costruita abusivamente è facile intuire la rete di mancati controlli, irregolarità burocratiche, illeciti fiscali. Che si tratti di connivenza o di leggerezza nello svolgere il proprio lavoro: anche di questo si nutre la corruzione.

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