“Della Fini – Giovanardi”, o “dello scrivere leggi a cazzo”


Notizia decisamente importante dei mesi scorsi, ma passata quasi sotto silenzio nelle convulse settimane del cambio di governo, è stata la bocciatura per incostituzionalità della legge Fini-Giovanardi sulle droghe. Ma tutti gli estimatori del fumo libero non hanno ancora molto da festeggiare: la Corte Costituzionale non ha dato (al momento) un giudizio compiuto sull’equiparazione tra droghe leggere e pesanti. Semplicemente la Suprema Corte ha detto a Governo e Parlamento di smettere di scrivere leggi col culo, a maggior ragione se si tratta di argomenti delicati come le sostanze stupefacenti.

La Corte Costituzionale si è posta una sola, semplicissima domanda: che ci azzecca l’organizzazione delle Olimpiadi invernali con la regolamentazione delle droghe?

Infatti il decreto-legge 272 del 30 dicembre 2005 ha come titolo “Misure urgenti per garantire la sicurezza ed i finanziamenti per le prossime Olimpiadi invernali, nonche’ la funzionalita’ dell’Amministrazione dell’interno. Disposizioni per favorire il recupero di tossicodipendenti recidivi e modifiche al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309“. Tutto e il contrario di tutto!

La Corte quindi è intervenuta a ricordare alcune regole basilari dell’attività normativa e ha ritenuto di bocciare il comportamento del governo, e in particolar modo le procedure con le quali il Governo ha ritenuto di potere innovare una materia complessa e delicata come quella degli stupefacenti, aggirando le competenze del Parlamento, sotto due fondamentali profili.
Il primo di questi due profili concerne la scelta di ampliare indebitamente, in sede di legge di conversione, il contenuto dell’art. 4 del Decreto Legge 272/2005, inserendo, così, tutta una serie di disposizioni su altri temi (e non emendamenti al decreto legge 272) e non presentavano così alcun “collegamento di omogeneità e di interrelazione funzionale con quelle originarie norme contenute nel decreto legge e, in pari tempo, introducevano inammissibilmente tutta una serie di modifiche allo stato inedite”. Il secondo profilo riguarda, invece, il sistematico ricorso al voto di fiducia, definito nella sentenza come “procedimento di voto bloccato, che ha frustrato qualsiasi tentativo di un confronto dialettico, maggioranza ed opposizione, sia sulla procedura, che sul merito”.

Con il voto di fiducia si realizzava una scelta “o tutto o niente!” nella quale o si approvava l’intero contenuto oppure lo si rigettava, senza alcun tipo di discussione su alcuno dei diversi argomenti inseriti. Il decreto-legge è uno strumento normativo temporaneo per legiferare rapidamente su argomenti di particolare urgenza: la motivazione era data dalla necessità di dare copertura finanziaria alle Olimpiadi Invernali di Torino, una scusa questa – secondo la ricostruzione della Corte – sotto la quale far passare in maniera silenziosa e discreta una norma in grado di suscitare polemiche a non finire, come quella dell’equiparazione tra droghe leggere e pesanti e il conseguente inasprimento delle pene. L’importanza dell’oggetto principale del decreto era tale da essere sufficiente garanzia per la sua approvazione: quale maggioranza Parlamentare si sarebbe assunta la responsabilità di non finanziare un evento come le Olimpiadi?

Si tratta di vizi (il mettere nello stesso testo normativo argomenti disparati e diversi e il ricorrere ampiamente alla fiducia) molto radicato nella prassi politica italiana che periodicamente si affida a provvedimenti “milleproproghe” o “omnibus” per normare anche argomenti molto rilevanti. E ancora una volta è stata la magistratura costituzionale a porre rimedio alle mancanze della politica, nella speranza che questa impari una buona volta ad affrontare i propri vizi e risolvere i propri errori. Purtroppo però le reazioni piccate e superficiali alla notizia non fanno ben sperare.

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