Lo Stato cattivo e i Comuni furbi


Confesso di non aver capito ancora molto dell’ultima puntata dell’ormai noiosa vicenda dell’IMU. Noiosa perchè se comunque di tassa dovremo morire tanto vale che ce lo si dica una volta per tutte senza ulteriori ribaltamenti o capriole. In ogni caso, messa da parte questa e altre questioni (come la ridicola girandola infinita di nomignoli, sigle e soprannomi da dare alla nuova imposta), spero che qualche tecnico o amministratore riesca ad illustrarmi i motivi dell’indignazione che da qualche giorno percorre i consigli comunali di mezza Italia, perché a me sembra di più il tentativo di coprire un pasticciaccio combinato, manco a dirlo, alla spalle dei contribuenti.

In pratica il decreto del governo che abolisce il versamento della seconda rata sull’abitazione principale (e sui terreni agricoli) prevede la restituzione ai Comuni di quanto i cittadino avrebbero dovuto versare sulla base dell’aliquota standard che era da calcolarsi nella misura del 0,4% del valore catastale.
Eppure molti comuni, circa 2000, non avevano ipotizzato di lasciare l’IMU su questa aliquota ma avevano deciso di alzarla fino al massimo dello 0,6%.
In questi casi il decreto stabilisce la copertura (e la conseguente restituzione della somma ai comuni) solo del 60% dell’eventuale maggiorazione. Il resto (il 40%) rimarrà a carico dei contribuenti di tutti questi comuni che pagheranno di fatto una “mini-IMU” .
Lo Stato giura di non poter fare di più: già solo questa copertura costa oltre 2 miliardi di € coperti in parte con rincari sulle tasse per banche e assicurazioni e, dal 2015, con l’ennesimo aumento delle accise sulla benzina.
Nulla di grave dal momento che il peso medio a contribuente di questa tassa sulla casa viene calcolato in qualche decina di euro.
I Comuni non hanno assolutamente gradito questa sorpresa e sono scesi sul piede di guerra contro lo Stato, denunciando le già precarie condizioni economiche nei quali versano (come se già non si conoscessero) i rischi di un ulteriore aggravio e la lontananza siderale di Roma e dei palazzi.

Ma non è un po’ strano che tutte queste amministrazioni locali scegliessero autonomamente di innalzare fino al massimo consentito l’aliquota dell’IMU proprio mentre politici di ogni schieramento e grado andavano a ripetere che quella stessa IMU, non appena possibile, sarebbe stata eliminata perchè ingiusta e iniqua, mentre qualcuno si avventurava a parlare addirittura di restituzione della prima rata?
Certo i comuni in profondo rosso hanno guardato alla tassa sulla casa come una possibile salvezza dei propri conti (tra i comuni che l’hanno alzata al massimo consentito c’è ad esempio Roma),ma non era forse il caso di andarci un po’ cauti dopo una campagna elettorale giocata in gran parte sull’eliminazione di quell’imposta?

E a vedere l’atteggiamento di molti amministratori locali, infatti, soprattutto di coloro che intendono la propria amministrazione come una battaglia contro lo “Stato centrale”, parrebbe piuttosto che non si siano lasciati scappare una preziosa occasione di facile polemica contro il solito “stato centrale, affamatore e cattivo”, mentre forse era sufficiente un po’ di cautela.

A pensar male si fa peccato ma molto spesso ci si azzecca.

Ps. Prontissimo a venire smentito…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...