Sempre a proposito dei “capitani coraggiosi”


Sarà una mia fissazione, ma sono convinto che nel dibattito sul futuro di Alitalia si parli un po’ troppo poco delle responsabilità imprenditoriali di questi “capitani coraggiosi” che nel 2008 salvarono l’azienda.

Quello che trovo davvero assurdo è che, di punto in bianco, un’azienda di fatto fondata nel 2008, dopo 5 anni si ritrovi con oltre un miliardo di € di debiti. Certo il momento non è dei migliori, la crisi morde forte, la concorrenza è spietata…. ma 1,13 miliardi di debito non li fai in una nottata. Stai a vedere che forse c’erano segnali premonitori? stai a vedere che forse si poteva sapere prima?

E così, cercando qua e la, mi imbatto in questo bell’articolo di Michele Arnese per formiche.net

Sì, purtroppo ricordiamo le interviste in ginocchio, i ritratti mielosi, le foto con il top manager in groppa a qualche Ducati che aveva guidato come capo azienda. Sì, ricordiamo questo e altro, ma la miseria del nostro mestiere ci rende, purtroppo, disincantati, quindi non riusciamo a indignarci più di tanto.

Eppure ascoltare da qualche giorno che Alitalia presieduta da Roberto Colaninno a fine mese non sarebbe riuscita neppure a pagare gli stipendi visto che la cassa langue e i debiti sono sempre più asfissianti segna un punto di non ritorno su come e quanto i vertici delle aziende possono diffondere numeri e previsioni senza dover poi pagare per cifre al vento assimilabili a indubbie fandonie. Basta un numerino: la compagnia perde 1,6 milioni di euro al giorno. Sì, al giorno.

Certo, c’è da considerare la congiuntura avversa, i ricavi che languono, i soci che non investono e magari i sindacati che non aiutano. Eppure se si riprendono in mano i numeri diffusi solo qualche settimana fa dall’amministratore delegato di Alitalia, Gabriele del Torchio, in occasione della presentazione del piano 2013-2016, si rimane basiti (eufemismo).

Ecco i numeri belli, buoni e ottimistici.

“Nel corso dei quattro anni di piano 2013-2016, con l’attuazione di tutte le misure previste sia industriali che finanziarie la Compagnia prevede di conseguire i seguenti risultati economici”.

La formidabile scansione sbandierata, anno dopo anno, è stata la seguente.

2013: ebit industriale positivo nel secondo semestre, derivante da un miglioramento della gestione industriale”.

2014: sostanziale pareggio del margine operativo”.

2015: pareggio di bilancio”.

2016: utile di bilancio. Contestualmente dovranno essere raggiunti i seguenti obiettivi: aumento di 55 milioni del prestito soci convertibile entro dicembre 2013; aumento di 300 milioni delle risorse finanziarie a dicembre 2013”.

Per ulteriori, esilaranti, dettagli si può leggere l’intero comunicato stampa di Alitalia nel suo splendore datato 3 luglio 2013 (sì, 2013!)”.

Domanda: può, oggi, un amministratore delegato che ha sventolato quei numeri restare ancora al vertice di Alitalia?

Domanda legittima. Come legittimi i dubbi che sorgono a leggere tutte queste parole. I fatti parlano d’altro e se fatti e parole non coincidono, allora qualcuno ha dichiarato il falso. E almeno di questo, dovrebbe risponderne.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...