Chi è causa della sua burocrazia…


Il Senatore Pietro Ichino ha scritto una bella lettera al Corriere per raccontare una sua disavventura con la burocrazia italiana:

Caro direttore, la burocrazia che affligge il nostro Paese fa molto danno ai cittadini, ma forse ne fa ancora di più allo Stato stesso che la produce. Nei mesi scorsi ho ereditato con mio fratello l’appartamento in cui ha abitato mia madre; e lo abbiamo affittato. Da aspirante buon cittadino, decido di andare a registrare il contratto, per poterlo poi indicare nella denuncia dei redditi…. [leggi tutto]

Pensate: pure lui, che per competenze, cultura e pratica è sicuramente più avvezzo di tanti altri nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, preso nella stretta mortale della burocrazia. Come non essere d’accordo quindi e raccogliere questa sua denuncia. Però….

Il fatto è che il Senatore Pietro Ichino siede proprio in quelle stanze che, attraverso l’azione legislativa, sono preposte a cambiare porprio queste situazioni. Peraltro non da poco: una prima volta alla Camera dal 1979 al 1983 e poi al Senato dal 2008 a oggi. Non è certo colpa sua, ci mancherebbe: la storia italiana è costellata di uomini soli che gridavano al vento senza ricadute concrete. Del resto l’intera vita del Professor Ichino è stata dedicata, oltre che alla ricerca, alla sensibilizzazione e alla divulgazione dei temi giuridici, in particolare del lavoro. E’ tuttavia una influente figura del mondo politico, quello stesso mondo di cui ha fatto e fa parte, quello stesso mondo che è preposto a prendere iniziative concrete per eliminare le situazioni e le condizioni che bloccano lo sviluppo, la crescita e l’economia italiana. Quello stesso mondo che non perde occasione per pontificare sui problemi da risolvere, che parla di rilancio delle imprese anche attraverso una burocrazia più leggere e più vicina ai cittadini. Ecco, mi verrebbe da dire (ma visti i commenti all’articolo non è stata solo una mia idea) che quella lettera avrebbe fatto di gran lunga meglio a scriverla ai propri colleghi, di partito e di Senato. Oppure di inviarla pure ai giornali, ma in abbinato ad uno o più progetti di legge per il miglioramento della PA. Se non altro per far capire ai propri colleghi che certe situazioni toccano tutti, nessuno escluso, e che affrontarle una volta per tutte, nell’ottica di creare un Paese più efficiente potrebbe solo avere ricadute positive per tutti, politici e non.

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