l’Incredibile discesa di Antonio Ingroia


Ci sono almeno 3 tentazioni che colpiscono con una particolare frequenza gli uomini pubblici italiani.
La prima è quella di credersi “uomini giusti per tutte le stagioni“: ma eccellere nel proprio campo non è automaticamente garanzia di ottenere risultati altrettanto brillanti in altre attività.
La seconda è quella di pensare di avere qualsiasi porta e qualsiasi strada aperte, sempre in virtù della propria bravura, di poter, insomma, intraprendere qualunque strada e di tornare indietro nel momento in cui qualcosa va storto (” sono Tizio, ho sempre fatto A. Ho provato a fare B ma è andata male per cui adesso torno a fare A esattamente come prima proprio perchè sono Tizio”.
La terza, a questo punto inevitabile, è la “sindrome del complotto”, pensare cioè che, qualora tornare ad A non fosse possibile, questo non avvenga per una impossibilita oggettiva ma per un presunto proposito di danneggiamento che qualcuno sta mettendo in atto.
Il risultato – purtroppo – è che il più delle volte si comincia a rilasciare dichiarazioni deliranti accompagnate da comportamenti sospettosi al limite del ridicolo che hanno l’inevitabile conseguenza di erodere credibilità e rispetto.

In breve:la storia di Antonio Ingroia.


Brillante magistrato in delicatissime inchieste e uomo pubblico attivo nella difesa della Costituzione e dei suoi principi (fecero scalpore al proposito alcuni suoi interventi in scenari politici che personalmente apprezzai molto), poi avviatosi su di una strada di incredibile declino personale a scapito anche di quella reputazione costruita a colpi di inchieste antimafia.

Che qualcosa non stava andando nel verso giusto, infatti, lo si cominciò a vedere abbastanza presto. A cominciare dalla sua scelta improvvisa di abbandonare temporaneamente i tribunali italiani per un ruolo in una agenzia dell’ONU in Nicaragua. Compito lodevolissimo ma forse un po’ fuori luogo vista, appunto, la delicatezza delle sue inchieste.
Poco male: non si sa bene quante settimane abbia passato in SudAmerica, che rientra in Italia, dove si avvicina la campagna elettorale. Opportunamente (???) consigliato, Ingroia si fece tentare da una proposta allettante e diede vita a Rivoluzione Civile, un movimento partito con le migliori intenzioni ma naufragato sotto l’opportunismo peggiore dei partiti minori.
Pagò l’inesperienza, Ingroia, in quella disastrosa (elettoralmente) esperienza. Un movimento di attivismo civico divenuto il ricettacolo di partiti minoritari italiani preoccupati, al di la delle belle dichiarazioni di principio, di piazzare in posizione eleggibile i propri notabili (basta andare a guardare la composizione delle liste). E mentre anche uno dei suoi maggiori sponsor, Luigi de Magistris, si defilava prima del voto, lui fece senza pensarci troppo un terribile errore strategico: presentò la propri candidatura come capolista in tutte le regioni italiane, eccetto la Val d’Aosta.
Poi vennero le elezioni e un risultato clamorosamente sotto le aspettative che non gli consentì di avere un solo rappresentante in Parlamento.
Allora, si disse Ingroia, torniamo a fare il magistrato. Ma la legge prevede una regola ben precisa per i magistrati “prestati” alla politica. Il divieto di riprendere servizio nelle regioni nella quali ci si è candidati. La legge infatti pensa all’indipendenza assoluta dei magistrati: un interesse politico potrebbe ben comprometterla.
Il destino di Ingroia era Aosta quindi, non l’agognata Palermo.
Arriva una nuova sorprendente offerta: il presidente siciliano Crocetta gli offrirebbe la direzione dell’agenzia regionale di riscossione tributi. Un ruolo di grigio funzionario invece delle inchieste? Altrettanto sorprendentemente Ingroia si dice entusiasta : “potrò contrastare la criminalità organizzata da qui”.
Sorvoliamo sull’assurdità di questa dichiarazione perchè qui si inciampa in un altro errore grossolano: accettare un incarico pubblico senza abbandonare la magistratura comporta che la richiesta di aspettativa debba venire vagliata dal CSM. Che delibera parere negativo vista la diversa professionalità necessaria per l’incarico.
Non solo, visto che ad Aosta l’organico del tribunale è al completo Ingroia svolgerà funzioni di pm, come prevede la prassi in questi casi.
Avviene qui la definitiva trasformazione del nostro magistrato: “Mi puniscono per impedirmi di tornare a occuparmi di mafia”, dichiarerà e da allora sarà un continuo di affermazioni di questo tipo: l’impossibilità di tornare in Sicilia, secondo lui, non sarebbe la naturale conseguenza delle sue scelte ma un piano ben preciso per danneggiarlo.
Ma non c’era bisogno di scomodare complotti e congiure, era semplicemente la legge, una legge che Ingroia conosceva bene. E dispiace vedere come queste sue reazioni stizzite non sono poi molto diverse, in sostanza, di chi oggi parla di sentenze politiche (in ben altri contesti, è chiaro).
Oggi Ingroia ha preso l’unica strada possibile, quella di lasciare la magistratura decidendo di dare vita formalmente ad un proprio movimento, Azione Civile. A lui va ovviamente l’augurio di tutto cuore di riuscire in questo suo nuovo progetto, di riuscire a creare un movimento di attivismo civico serio e determinato.
Personalmente sono convinto che una persona che fa bene il suo mestiere debba continuare a farlo. Ingroia era, come scriveva Salvatore Borsellino, un punto di riferimento per i suoi colleghi della procura più delicata di Italia, nel mezzo di quel processo sulla “trattativa” che tanto sta facendo discutere.
Ma alla luce di queste sue recenti scelte va anche tutto l’augurio di non incappare più in quegli errori che ne hanno determinato, sinora, l’incredibile caduta libera in termini di credibilità del proprio impegno, per non fare la stessa fine di altri magistrati che in passato hanno tentato, con fortune discutibili, la strada del leader di partito.

Annunci

Un pensiero su “l’Incredibile discesa di Antonio Ingroia

  1. Pingback: Note a margine di una legge elettorale | Stemctost's Blog

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...