Presidenzialismo


Cuore del dibattito politico di questi giorni sono le ipotesi di riforma all’Assetto istituzionale italiano. Una parte politica chiede (in realtà da anni) l’introduzione del “presidenzialismo” anche in Italia. Anche in questo caso, purtroppo, il chiacchiericcio politico e l’approssimazione dei media nazionali tendono ad identificare questo concetto con la semplice “elezione diretta del Presidente della Repubblica” rendendo quindi affatto scontata la domanda: che cosa significa presidenzialismo?

Partiamo dalla base: l’Italia è una Repubblica Parlamentare nella quale, quindi, il Parlamento è l’organo che esercita non solo il potere legislativo (propone e scrive le leggi) ma anche quello esecutivo (le rende applicabili) lasciando al Governo un ruolo di indirizzo e un residuale potere esecutivo (in regime di eccezionalità attraverso la decretazione d’urgenza): di fatto, quasi ogni atto del Governo passa attraverso il voto del Parlamento (a cominciare dal suo insediamento attraverso il fondamentale voto di fiducia). A questo poi si aggiunge la figura del Presidente della Repubblica, eletto dal Parlamento, a cui spetta una funzione di garanzia della Costituzione, della sua applicazione e della fedeltà ad essa degli atti del Parlamento (i disegni di legge infatti passano dal “controllo del Presidente e le leggi devono comunque essere da lui firmate).

Nelle Repubbliche Presidenziali, invece, la figura del Presidente è sia Capo dello Stato che Capo del Governo, eletto direttamente dal popolo, generalmente svincolato nei suoi poteri dal Parlamento che però esercita un ruolo di controllo e di compensazione del potere esecutivo di cui il Presidente gode: un esempio validissimo di confronto con il nostro Paese, può essere la Francia, mentre non dobbiamo scordarci che gli Stati Uniti, che sono spesso citati come paradigma dello Stato Presidenziale, risentono di una struttura istituzionale territoriali che li rende difficilmente confrontabili con gli altri Stati).

Da questi pochissimi accenni (perché la questione è anche molto più complessa e sfaccettata) si può capire che “presidenzialismo” e “elezione diretta del presidente della Repubblica” non sono affatto la stessa cosa, contrariamente a quanto si può cogliere da molti servizi giornalistici o dalle dichiarazioni dei nostri politici. Se in Italia si decidesse di eleggere direttamente il Presidente della Repubblica, questa cosa non avrebbe poi molte conseguenze sul piano istituzionale ma semmai avrebbe il discutibile merito di gettare nel tritacarne del consenso elettorale anche una figura istituzionale prestigiosa come quella del Capo dello Stato (a umile giudizio di chi scrive: una riforma perfettamente inutile). Parlare invece di “presidenzialismo” significa riformare pesantemente l’assetto istituzionale del Paese cambiandone radicalmente la struttura e rivedendo il ruolo delle istituzioni previste dalla Costituzione.

Non intendo qui dare un giudizio di merito sulla cosa perché richiederebbe un’analisi lunga e dettagliata. Mi piacerebbe però che, a cominciare dai nostri politici, qualora si sentisse realmente la necessità di virare verso questa nuova forma istituzionale, ne seguisse un dibattito serio, consapevole, soprattutto condotto da persone preparate e lucide, che possano portare avanti una eventuale riforma con competenza e completezza. Visto l’impatto di una eventuale riforma di queste proporzioni, di approssimazioni non se ne ha proprio bisogno.

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