“Riparte il futuro”: l’impegno comincia ora.


Mercoledì è scaduto il termine per i candidati al Parlamento per aderire all’iniziativa “Riparte il futuro“. I quasi 1100 candidati che hanno deciso di rendere pubblici i propri CV, i propri dati patrimoniali e lavorativi sono già un primo traguardo per un’iniziativa che, come spiega bene Salvatore Barbera sull’ huffingtonpost, va oltre i risultati di ogni altra petizione lanciata via web.

Certo, l’idea di una nuova legge anticorruzione sarà un obiettivo che deve essere perseguito in maniera assolutamente trasversale e quindi in Parlamento sarà necessaria la partecipazione di molti altri parlamentari, rispetto a quelli che hanno aderito. Ma i numeri fanno riflettere.

Colpisce non tanto la partecipazione di alcuni schieramenti in particolare  quanto la non partecipazione di altri partiti che hanno praticamente snobbato la proposta e il tema. Ci saranno migliaia di spiegazioni possibili a cominciare dalla natura libera e non vincolante della stessa petizione, anche se temo che alla base di alcune scelte (es. PdL, solo 5 adesioni in tutta Italia!!!!) ci siano anche idee preconcette.

Riguardo invece al “successo” dell’iniziativa presso alcuni partiti e movimenti specifici (PD, Sel, M5S sopra tutti) ho notato come questo dato sia stato utilizzato per marcare una propria “diversità rispetto ad altri”. Ecco, non vorrei spegnere gli entusiasmi (che in campagna elettorale sono particolarmente accesi) ma vorrei solo ricordare che l’impegno comincia ora. Sicuramente è lodevole l’attenzione dimostrata verso il tema della corruzione e la scelta di aderire a questa “sfida”. Ma questo non basta! A nulla servirebbe tale mobilitazione se non si riuscisse ad arrivare al suo obiettivo finale: l’adozione di una nuova legge anticorruzione con la riformulazione dell’articolo 416 ter inerente allo scambio elettorale politico-mafioso. I promotori della petizione ritengono 100 giorni un termine congruo per dare alla futura maggioranza parlamentare il tempo di assumere le proprie funzioni e di dare via al percorso legislativo. Ecco dunque l’occasione di dimostrare la propria “diversità rispetto ad altri” in modo concreto e fattivo. E quei partiti che hanno aderito con tanto entusiasmo sono chiamati, loro più di altri, a farsi protagonisti di questa grandissima aspettativa. Domani sapremo i risultati elettorali, tra 100 giorni saremo qui a chiedervene conto.

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