Metterci la faccia per un futuro senza corruzione


Le prossime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 saranno un importante momento di scelta l’Italia e, soprattutto, sarà un’occasione per riflettere sui molti problemi che il nostro Paese dovrà affrontare, prima o poi in modo serio e concreto, per tornare a guardare con speranza e fiducia nel nostro futuro. 

Tra questi problemi la corruzione è sicuramente uno dei motivi principali per cui il futuro dell’Italia è bloccato nell’incertezza. Si tratta di un male profondo, fra le principali cause della disoccupazione, della crisi economica, dei disservizi del settore pubblico, degli sprechi e delle ineguaglianze sociali, un male che attanaglia il nostro come pochi altri Paesi Europei: secondo le ultime statistiche, infatti, solo Grecia e Bulgaria ne soffrono in maniera tanto acuta. Per questo l’Associazione “LIBERA, Associazioni, nomi e numeri contro le Mafie” che dal 1995 si batte per la diffusione della cultura della legalità e per il contrasto alle Mafie, ha lanciato la petizione “Riparte il futuro”, con l’obiettivo di sensibilizzare tutti coloro che si apprestano ad esprimere il proprio voto a farsi consapevoli protagonisti di una richiesta legittima: chiedere che la trasparenza diventi la regola e non l’eccezione e che la lotta alla corruzione diventi una priorità nel calendario politico e sociale del nostro Paese. 

La petizione è l’ideale proseguimento della campagna “Corrotti”, lanciata da Libera e Avviso Pubblico nel 2011, che raccolse oltre un milione e mezzo di firme a sostegno dell’appello, presentato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per una forte iniziativa legislativa contro la corruzione.

Due in particolare erano le richieste dell’epoca: la ratifica della Convenzione di Strasburgo del 1999, che prevedeva tra l’altro l’introduzione nel nostro codice penale di delitti importanti, come il traffico di influenze illecite (cioè la corruzione realizzata con favori e regali invece che con la classica mazzetta), la corruzione tra privati e l’auto riciclaggio, e l’attuazione concreta delle norme contenute nella legge finanziaria del 2007 laddove si istituiva la confisca e il riutilizzo sociale dei patrimoni sottratti dai corrotti al bene comune, esattamente come già accade per i beni sottratti alla criminalità organizzata. Ad oggi però i risultati non possono sicuramente dirsi soddisfacenti.

Da qui l’iniziativa “Riparte il futuro” che ha l’ambizione di essere una grande campagna digitale che parli in due direzioni: agli elettori e ai candidati. Da una parte la richiesta a ciascun elettore di “metterci la faccia” rivendicando il diritto di ciascuno a conoscere e ad essere informato. Dall’altra parte la richiesta a ciascun candidato alle prossime elezioni politiche perché si assuma l’impegno a voler combattere la corruzione in Italia, confermando di voler fare la propria parte e di non aver nulla da nascondere ai suoi elettori.

Ad ogni candidato viene chiesto di sottoscrivere 5 impegni. Quattro di questi sono impegni di trasparenza e integrità, da adempiere nell’immediato durante la fase di candidatura alle prossime elezioni: Rendere pubblico il proprio Curriculum Vitae, che deve includere tutti gli incarichi ricoperti, principali e secondari, Rendere pubblica la storia giudiziaria personale esplicitando tutti gli eventuali procedimenti penali in corso e quelli terminati con una condanna negli ultimi 20 anni, rendere pubblica la propria situazione reddituale e patrimoniale e dichiarare i potenziali conflitti d’interesse, consapevoli che, non esistendo una legge ad hoc, si tratta di un atto completamente volontario con il quale il candidato renda pubbliche eventuali situazioni di conflitto tra il proprio interesse e quello pubblico, che sarà chiamato a rappresentare. Il quinto impegno consiste invece in una promessa di responsabilità, da assumere esplicitamente come punto della campagna elettorale e da attuare nel ruolo di parlamentare nei primi cento giorni di governo: Inserire la riforma della norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416 ter) tra i punti urgenti della propria campagna elettorale.

L’articolo 416 ter del Codice Penale, infatti, persegue lo scambio elettorale politico-mafioso e recita: “La pena stabilita dal primo comma dell’articolo 416-bis si applica anche a chi ottiene la promessa di voti prevista dal terzo comma del medesimo articolo 416-bis in cambio della erogazione di denaro”.

Libera chiede che la norma venga riformulata con l’aggiunta della voce “altra utilità” tra le ragioni dello scambio, con l’effetto di allargare l’applicazione della legge stessa.La dazione di denaro infatti non è l’unica controprestazione che il politico mette in campo nello scambio corruttivo. Può infatti utilizzare promesse di informazioni su appalti permettendo l’infiltrazione criminale nell’economia, posti di lavoro da garantire ai clan presenti sul territorio, salvaguardia dall’azione repressiva ostacolando in diversi modi il lavoro delle forze di polizia.

L’adesione alla campagna è possibile tramite l’apposita pagina sul sito www.riparteilfuturo.it : ai candidati che sposeranno questa causa verrà consegnato un braccialetto bianco, simbolo dell’impegno preso, e viene loro chiesto di dare adeguata comunicazione dell’iniziativa attraverso i diversi canali informativi.

“Questa petizione è fatta per coltivare il futuro. È un atto di democrazia” ha detto il Presidente di Libera Don Luigi Ciotti. “Firmiamo per non essere cittadini a intermittenza che rispondono soltanto in momenti di grande emotività. Dobbiamo metterci in gioco noi e chiedere di mettersi in gioco a chi si è candidato per creare insieme un nuovo patto. La lotta alla corruzione – e non solo alla corruzione – ha bisogno di graffiare le coscienze degli uni e degli altri in modo chiaro, pulito e trasparente”.

Anche Libera Como, il coordinamento territoriale dell’Associazione, fa propria questa iniziativa e vuole fare la sua parte, chiamando direttamente in causa i  numerosi uomini e donne che si apprestano a presentarsi alla prossima competizione elettorale, “sfidandoli” a sottoscrivere l’impegno e a rendere eventualmente conto di fronte a tutti i cittadini: l’impegno dei candidati, la consapevolezza degli elettori, la pervasività e l’efficacia di uno strumento come il web per una importante riforma che trascende gli interessi di parte, che permetterà di continuare a migliorare la legislazione italiana anticorruzione e che potrà essere il primo passo sulla strada del riavvicinamento tra politica e cittadinanza contribuendo a ricomporre la sfiducia generata dai fenomeni corruttivi che logorano la vita istituzionale e sociale dell’Italia.

(Pubblicato su: Il settimanale della Diocesi di Como del 2 febbraio 2013)

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3 pensieri su “Metterci la faccia per un futuro senza corruzione

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