I ripensamenti di Giampiero


dal sito comedonchisciotte.org

Giampiero D’Alia, Senatore Udc, prima del 2008 :

Il Ponte sullo Stretto, mentre costituisce l’elemento di saldatura del corridoio infrastrutturale che collega il nord Europa alla Sicilia. Si ritiene che la stessa attività di costruzione del ponte costituirà per Messina una importante occasione che la città, ricca di risorse umane ben preparate, non si lascerà sfuggire.
Il Ponte sullo Stretto non ha valore solo per la Sicilia e per la Calabria, ma, come riconosciuto anche in sede europea, ha una rilevanza strategica per tutto l’asse dei trasporti dell’Unione.
Giampiero D’Alia, Senatore Udc, dopo il 2009 :

Il Ponte sullo Stretto è un’illusione pericolosa per il Sud e per la Sicilia. Immobilizza risorse senza che l’opera si possa fare e alimenta un circuito torbido di affari come quelli delle polizze fidejussorie fasulle .

La costruzione del ponte è diventata solo la gallina dalle uova d’oro per alcuni gruppi imprenditoriali del nord Italia i quali, in tempi di crisi, sono ansiosi di guadagnarsi le penali che scatteranno in caso di mancata realizzazione della mega opera. La società Ponte sullo Stretto va sciolta.
e ancora
A questo punto sarebbe opportuna un’inchiesta parlamentare sul ponte, per aiutare il governo a decidere definitivamente su una questione che è ormai chiusa. È chiaro che l’infrastruttura non si costruirà, come è altrettanto chiaro che non serve affatto al territorio e tantomeno allo sviluppo dell’area integrata tra Messina e Reggio Calabria …»
Il motivo di questo incredibile cambio di opinione?
 Gian Antonio Stella, sul Corriere della Sera, ha una ipotesi.

Nel 2009, oplà, la svolta. Il senatore e la moglie avviano l’acquisto della villa a Torre Faro. Bella casa, posto splendido, tre piani, 476 metri quadri catastali, giardino abbastanza grande per ospitare una piscina. Ma soprattutto ottimo prezzo: 220 mila euro. Un affarone. Dovuto al fatto che proprio in quel luogo stanno per cominciare di lì a qualche mese i carotaggi preliminari per costruire uno dei due piloni che devono reggere il ponte sul versante messinese. Due bestioni enormi con una spropositata base rettangolare di 12 metri per 20 e alti 399.

Certo, a pensar male si fa peccato ma il dubbio resta eccome, soprattutto dopo il tentativo di replica.

Il Senatore motiva la sua battaglia anti-Ponte con la profonda attenzione per le problematiche condizioni ambientali e idrogeologiche nelle quali versa il messinese, ma anche su un nobile interesse come questo le parole passate pesano più del piombo.
[prima] Prodi vuole fermare la costruzione del Ponte? Questa scelta condanna i territori interessati a una situazione di disagio, di disarticolazione di carattere economico, sociale e ambientale … Demolisce senza costruire. Sbagliato sottrarre le risorse finanziarie necessarie alla società Stretto di Messina, stornandole per realizzare non meglio identificate opere infrastrutturali di tutela dell’ambiente e difesa del suolo in Sicilia e in Calabria.
[dopo]Continuare a parlare di Ponte sullo Stretto è solo una follia di fronte a una città che cade a pezzi giorno. Anche il sindaco e il comune di Messina non possono sacrificare la sicurezza del nostro territorio, ignorando il fenomeno del dissesto idrogeologico, in nome di un’opera inutile come il Ponte di Messina, che non vedrà mai la luce.
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