I grandi dibattiti di Micromega


Lampante esempio di come Internet, i social network e la tremenda rapidità di condivisione di informazioni, (a fianco di tantissimi risultati positivi) sia capace di generare mostri, specie quando ci si dimentica di esercitare il benchè minimo spirito critico, magari spinti dalla semplice voglia di “spararla grossa” per avere un buon numero di “mi piace”.

A perdersi in questi oscuri meandri di narcisismo 2.0 è stata Micromega, la rivista “colta” per eccellenza. Succede che hanno preso una delle tante vaccate che girano a ruota libera per internet, partorita da quel calderone di scemenze che è Yahoo Answers, una specie di community dove chiunque può postare qualunque domanda abbia in mente e gli altri naviganti potranno dare la risposta.

Il fatto è che sulla tipologia, la qualità, la correttezza, la moralità, la grammatica, la sintassi, l’idiozia di tali domande non c’è alcun tipo di controllo (o quasi) e, per far capire di cosa stiamo parlando, il Trio Medusa, nella sua trasmissione mattutina, attinge a piene mani da domande e risposte presenti sul sito.

Nulla di serio quindi. Fino al giorno in cui comparve la fatidica domanda “Mio figlio è comunista, che cosa devo fare?”. Apriti cielo!!!

Scandalo, sdegno, strepito, urla e indignazione. La domanda (idiota) e le risposte (a tono) sono state elevate a caso di Stato, a battaglia culturale, a lotta contro le vessazioni intellettuali di biechi padri berlusconiani verso le anime libere e pure di figli innocenti.

Ma di cosa stiamo parlando? di una “roba” apparsa su Yahoo Answers, il regno del cazzeggio cosmico e delle domande idiote per passare il tempo. Questa non è la domanda più idiota lì presente, né la più politicamente scorretta, né la più cattiva. Chi sia il “turbolento” (nick di uno dei commentatori) non ci è dato saperlo, né sapremo mai chi sia l’autore della presunta domanda: si spaccia per padre ma trovo più plausibile, visto il livello della domanda, che si tratti di un ragazzino che non sapeva che cosa fare con gli amici. (e questa mi sembra l’ipotesi di gran lunga più credibile)

Eppure nell’Italia di oggi, una qualunque minchiata, purchè condita di politica e ricondotta a contrapposizione di schieramenti (malattia a cui tutto pare debba sottostare), viene elevata a discussione politica: discussa, analizzata, esaminata, ridiscussa. Anche da testate e riviste che si professano dotte.

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