Le responsabilità mancanti


Una delle tante questioni che hanno tenuto banco nelle scorse settimane riguarda lo scandalo dei falsi invalidi e la stretta di vite contro questi episodi di truffa ai danni dello Stato. Di fronte a fenomeni tanto odiosi, il rischio di fare di tutta l’erba un fascio è molto alto, anche da parte di chi, per il ruolo istituzionale che ricopre, dovrebbe utilizzare maggiore cautela nel diffondere dati o fare affermazioni.

Ma se da un lato è vero che non è possibile, né condivisibile, abbandonarsi in generalizzazioni, come è capitato di recente suscitando una giusta reazione da parte degli interessati, è pure vero che il problema esiste, che è una piaga odiosa, in quanto ricade in parte anche sulle spalle di chi invece ha reale bisogno, e che, accompagnata da altre tipologie di truffa, è una pratica molto più diffusa e insidiosa di quanto si pensi.

E’ di poche settimane fa, ad esempio, il caso di una donna di Pinerolo, capace di spacciarsi per cieca per 8 anni, ricevendo assegni di invalidità e indennità di accompagnamento. La GdF l’ha smascherata filmandola mentre, senza alcun tipo di aiuto, affrontava ogni tipo di incombenza, comprese le ordinarie commissioni quotidiane e addirittura firmando con sicurezza il verbale per il controllo dello scontrino all’uscita da un negozio.

E se questa si tratta “solo” di una “semplice” truffa, la palma d’oro spetta ad un finto paralizzato di Varese. Paralizzato solo sulla carta in quanto il soggetto «totalmente impossibilitato a muoversi», come risultava dai documenti, non solo camminava benissimo, ma è risultato godere di una condizione di assoluta normalità, guidando, facendo la spesa, camminando e utilizzando tranquillamente anche l’arto che risultava paralizzato. Non solo. Nella truffa è coinvolta anche la moglie del falso invalido, una donna di origine romena, che oltre a percepire l’assegno di accompagnamento per il marito, a breve avrebbe ricevuto anche un altro assegno di accompagnamento per la presunta infermità della madre di lei, che però non vive in Italia ma in Romania. Non manca la ciliegina sulla torta: la GdF ha scoperto che il falso paralitico era proprietario di 6 immobili, da tempo tutti affittati a terzi, rigorosamente in nero.

Cosa salta all’occhio da questi (e purtroppo numerosi altri) episodi? Innanzitutto il fatto che, contrariamente a quanto spesso si affermi, situazioni di questo tipo non si verificano nel “dissestato” meridione ma anche nel “ricco ed efficiente” nord Italia. In secondo luogo mi colpisce la totale noncuranza con cui questi soggetti vivono, tanto da condurre vite assolutamente normali: non una sola precauzione nell’assoluta certezza che lo Stato mai si sarebbe accorto di nulla. E’ solo una delle tante sfaccettature di quell’Italia grigia, corrotta e opportunista della quale solo oggi – meglio tardi che mai – ci stiamo rendendo conto.

E c’è un aspetto che non si considera mai: ed è il ruolo della Pubblica Amministrazione. La responsabilità cioè di tutti quei soggetti che, a vario titolo, sono coinvolti direttamente o indirettamente nella messa in atto di truffe di questo tipo.

Autorizzazioni, controlli, esami medici: troppe persone coinvolte perchè le truffe siano opera della sola furbizia di singoli. Probabilmente ci sono differenti gradi di connivenza nella burocrazia pubblica, da chi ha materialmente eseguito la pratica, a chi ha effettuato i controlli medici, a chi ha dato il nulla osta finale. E anche qualora un dirigente dovesse essersi comportato in assoluta buona fede, egli è comunque venuto meno al suo ruolo di controllo. E anche qualora l’intera catena decisionale sia caduta in buona fede nell’inganno di un malintenzionato allora si dovrebbe loro contestare la totale incapacità all’incarico che sono chiamati a ricoprire (mi piacerebbe davvero sapere chi ha eseguito le visite mediche, ad esempio, su questo soggetto)

Non sta a me dire quale dovrebbe essere la pena per gli impiegati pubblici coinvolti in questi fatti, se la rimozione dall’incarico, il blocco degli automatismi di carriera o altre sanzioni. Eppure mi piacerebbe davvero sapere, in situazioni simili, se e come vengono sanzionati i dirigenti della pubblica amministrazione preposti al vaglio e all’autorizzazione di tali pratiche. Mi piacerebbe conoscere i nomi di chi autorizza la pensione di invalidità ad un finto cieco titolare di una attività che guidava regolarmente il suo furgone o il nome del medico che gli ha effettuato le visite, perchè ho tutto il diritto, da cittadino, di pretendere una Pubblica Amministrazione senza soggetti collusi e senza idioti incompetenti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...