Bassezze elettorali…


Rispetto alla gravità di quanto scritto nella lettera che segue, questo episodio, denunciato da Roberta Marzorati in uno degli ultimi Consigli Comunali e riportato da QuiComo, non ha avuto ancora il risalto che meriterebbe in una opinione pubblica attenta.

Quello che segue è il testo di una email inviata dalla responsabile di un’associazione (che la Marzorati ha volutamente lasciato anonima ma che QuiComo ha identificato nell’associazione Ve.la di Via Volta) per invitare gli associati a votare Laura Bordoli alle primarie del Pdl. Potrebbe essere una pratica normale se non fosse che l’associazione si occupa di assistere bambini affetti da dislessia e altri problemi dell’apprendimento e che nella mail si sostiene che  per il bene dell’associazione e dei bambini stessi sarebbe stato opportuno votare Bordoli. Qui di seguito la mail letta dalla Marzorati in aula.

Gentili genitori, mi permetto di scrivere per chiedere un aiuto a voi che avete fatto diagnosi presso la mia associazione. Facciamo diagnosi da due anni con serietà e grande rigore ofrendo a tutti i genitori un upporto con una diagnosi che serve soprattutto alle scuole affinché possano capire come relazionarsi e adeguare la didattica ai vostri figli.
Da un anno lavoriamo come ente accreditato e quind nel pieno rispetto degli ultimi regolamenti emanati dalla sanità di Regione Lombardia. Per noi la sopravvivenza non è una sicurezza acquisita, nonostante l’accreditamento. Devo continuare “elemosinare” soldi affinché possa effettuare diagnosi in convenzione, che però non bastano mai. Oggi purtroppo e non a causa della mia volontà, c’è una lista d’attesa lunghissima a scapito dei bambini.
Per continuare a esistere e a dare una mano ai bambini, purtroppo ho sempre bisogno di avere ottime relazioni con gli enti istituzionali, soprattutto con il Comune di Como perché l’Associazione risiede in città.
Infatti, se (NOME DELL’ASSOCIAZIONE) è riuscita a partire è grazie al sindaco di Como che per fortuna ci ha aiutati.
Fra poco però il suo mandato scade e per (NOME DELL’ASSOCIAZIONE) la situazione diventa molto difficile. Non solo per (NOME DELL’ASSOCIAZIONE)  ma per tutti i bambini che chiedono il nostro supporto. Infatti in base alla legge 170/2010 la diagnosi va rifatta ogni tre anni. Se (NOME DELL’ASSOCIAZIONE) non ci sarà più, tutti i bambini faranno una lista d’attesa interminabile presso gli altri enti con tutte le conseguenze del caso. Vi chiedo perciò di aiutarmi nell’appoggiare la candidatura della dottoressa Bordoli a sindaco di Como. Conosco il papà, presidente dell’associazione Famiglia Comasca, persona inteegra, rigorosa e seria, per cui credo che anche la figlia sia della stessa struttura morale. Oltretutto non è un politico ma un tecnico.
In Associazione siamo apolitici, ma non si può pensare che una struttura di questo genere ce la possa fare da sola. Non sono così importante! Chi ne avrà desiderio può recarsi alla circoscrizione 5 in via Tommaso Grossi il 4 marzo per votare alle primarie, la dottoressa Bordoli.
Vi ringrazion molto. I genitori in tutti questi dieci anni mi sono sempre stati affianco quando ho avuto bisogno. Io d’altro canto ho sempre aiutato i bambini senza alcuna pretesa
Cordialmente

mail firmata

Qui non si tratta di un rapporto di amicizia, dove un mio amico è candidato e io suggerisco agli altri conoscenti di votarlo. Il mittente intende piuttosto fare leva sull’insistituibilità dell’assistenza che i piccoli degenti ricevono e quanto questa sia essenziale per le loro famiglie. Il ragionamento che si sviluppa è davvero interessante:

  1. L’associazione “è riuscita a partire è grazie al sindaco di Como (Bruni) che per fortuna ci ha aiutati” trattandoci in maniera in qualche modo preferenziale
  2. Ora il suo mandato scade e quindi non potremo più godere di questo trattamento di favore
  3. Con Laura Bordoli ci sono ottime probabilità di conservare questo trattamento di favore (forse essendo entrambi vicini ad un ben determinato movimento?)
  4. Se quindi volete che l’associazione sopravviva Laura Bordoli deve essere eletta sindaco
  5. Se ciò non avviene l’associazione rischierà di chiudere e questo sarà colpa anche e soprattutto di chi non l’ha sostenuta.
  6. Chiosa finale: “I genitori in tutti questi dieci anni mi sono sempre stati affianco quando ho avuto bisogno. Io d’altro canto ho sempre aiutato i bambini senza alcuna pretesa” (e ci mancherebbe, verrebbe da dire!), come dire: quindi non fate gli stronzi!

Sorvolando sulla “solita ignobile speculazione sulla pelle di chi ha una disabilità e dovrebbe essere riconoscente verso il potere” (cito dal commento di un amico) fa davvero impressione questa plateale dimostrazione del “sistema-Como” dove gli “amici” hanno uno spazio e i “non amici” sono abbandonati al loro destino.

Laura Bordoli, intervistata da “la Provincia” sabato 24 marzo, finge di cadere dalle nuvole e. invece di prendere le distanze dall’accaduto, replica:

Non ero informata della cosa, tra l’altro mi dicono che la mail è stata inviata a mamme e amiche, non a tutti gli associati. Non è stata un’uscita felice e la forma era eccessiva, anche se ricordo che si trattava di primarie e non di elezioni. E l’utilizzo strumentale di questa vicenda è indice del triste modo di fare politica in questa città.

Con che faccia possa parlare di “uso strumentale” è un mistero ma la dice lunga sul concetto di “servizio” che dovrebbe animare una persona che ambisce a diventare Sindaco. Con buona pace di tante manfrine sul “nuovo”, sull'”amore per la città”, sul “al servizio dei cittadini” e di altri slogan che sentiremo spesso nelle prossime settimane, a maggior ragione alla luce degli ultimi 10 anni di amministrazione, ulteriore segno che un governo Bordoli sarebbe in assoluta continuità con l’attuale sindaco. Fa impressione poi pensare che questi subdoli metodi siano stati messi in campo “solo” per le primarie: dunque che cosa ci si deve aspettare per la competizione elettorale vera e propria?

Roberta Marzorati e i sostenitori della lista “per Como” hanno deciso di non divulgare il nome della persona mittente dell’email. Un gesto che dimostra sicuramente lo spessore umano di alcune persone e l’incredibile pochezza di altre. Rispetto la decisione anche se non la condivido. Sapere nome e cognome di tali soggetti servirebbe almeno una volta a bucare il velo di ossequiosa omertà che da tempo grava su Como. Ecco perché questa notizia è grave, ecco perché non si dovrebbe lasciar cadere la cosa come sembre e, una volta tanto, andare fino in fondo.

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Un pensiero su “Bassezze elettorali…

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