Lo “spread” tedesco


Non sto parlando di manovre economiche, di titoli di stato o dell’andamento delle Borse. Sto parlando della solita, stanca, vecchia, ma vera e impietosa differenza tra classi politiche. La Germania ci bagna il naso, lo fa da parecchio tempo, non è la sola, ma rischia di raggiungere una distanza siderale. Possiamo dire che lo “spread” tra Italia e Germania è sempre più grande non solo in campo bancario.

L’ultimo Presidente Federale prima dell’attuale, Christian Wulff, si è dimesso per uno scandalo cominciato il 13 dicembre 2011 con la pubblicazione da parte del tabloid Bild della notizia di un mutuo da  500.000 euro, a tasso agevolato del 4%, che avrebbe ottenuto da un amico, Egon Geerkens, imprenditore, per la realizzazione di un appartamento in Bassa Sassonia, in cambio di favori. Nei giorni successivi sono state pubblicate notizie di altri favori o presunti tali che Wulff avrebbe ricevuto quanto era governatore della Bassa Sassonia, in cambio di agevolazioni prestate ad imprenditori amici. Si è dimesso il 17 febbraio 2012 un giorno dopo la richiesta da parte della procura di Hannover della revoca dell’immunità prevista per il capo dello Stato.

Anche il suo predecessore si era dimesso. Horst Kohler ha lasciato l’incarico il 31 maggio 2010 per un fatto curioso: aveva affermato che la presenza militare tedesca in Afghanistan era motivata da ragioni economiche. Tutto qui. Questa opinione personale espressa, a detta dei partiti che l’hanno subito aspramente criticato, mal si conciliava con l’alto ruolo istituzionale che ricopriva.

E ha corso un bel rischio anche Wolfgang Schäuble, il potente ministro delle finanze in carica, “colpevole” di essersi distratto con una partita a sudoku durante i lavori parlamentari al Bundestag per la concessione del secondo pacchetto di auguri alla Grecia.

Come non fare parallelismi con il nostro Paese: ci sono spunti dalla cronaca di tutti i giorni. Il caso di Wulff è particolarmente esemplare. Sospettato di aver ottenuto un mutuo, non a gratis, ma ad un tasso agevolato: un arricchimento personale davvero esiguo oltre che solamente sospettato! E’ troppo semplice, in un Paese con tassi di corruzione terribili, pensare a tutti i politici nostrani, ministri e non, che magicamente si sono trovati ad abitare in case pagate da altri a loro insaputa o a fare sparire milioni di € di rimborsi elettorali. Come ad esempio, dicono le indiscrezioni giornalistiche, quel Presidente di Regione che avrebbe scritto a fondatori di ospedali illustrando l’elenco degli aiuti ricevuti dall’amministrazione regionale. Lo stesso Presidente di Regione, tra l’altro, nel cui Consiglio, i 4/5 dell’Ufficio di presidenza sono finiti sotto indagine,

Kohler e Schauble invece, pur trovandosi molto distanti dalle sventure accorse a tre ministri del governo indiani, pagano l’indignazione (poco importa se genuina o pilotata) di un’opinione pubblica che sta diventando sempre più esigente nei confronti del comportamento dei propri rappresentanti. Anche in Italia i nostri parlamentari si sono trovati in situazioni simili: dal sottosegretario che manda a fare in **** la piazza, all’ex ministro che augura morte al Presidente del Consiglio, ai parlamentari pizzicati su internet durante i lavori assembleari (e non si trattava di sudoku).

Ovviamente senza che il pensiero delle dimissioni sfiori minimamente alcuno. Si autosospendono, si iscrivono ai gruppi misti, ma almeno una sedia, almeno una, la tengono ben salda! 

Anche questo è uno “spread” che ci divide da molti Paesi che dovrebbero essere nostri punti di riferimento: il fatto che quando i cittadini rivendicano serietà, da una parte si china la testa e si domanda scusa (spesso con le proprie dimissioni) dall’altra si urla “lei non sa chi sono io“.

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