Il buon senso, per prima cosa.


E così succede che questo terribile governo pluto-tecnico-massonico-lobbista comincia ad assestare piccoli colpi ripetuti ai propri detrattori e lo fa nel silenzio e nella serietà che, in mancanza di argomenti più solidi, viene sempre piu’ spesso usata nel tentativo di dileggiarlo.

Oggi mette a segno un punto davvero notevole. E lo fa utilizzando uno strumento tanto antico quanto sconosciuto nell’Italia della contrapposizione partitica: il Buon senso.

L’idea, talmente semplice da sembrare idiota, sta nella possibilità, per la GdF e le altre autorità competenti di incrociare dati di database differenti per scovare gli evasori fiscali, soprattutto quella massa di sedicenti nullatenenti che sono una delle spine nel fianco di questo Paese.

Nel concreto? prendere i dati Isee e incrociarli con altri database, fare questa operazione di default a cadenza periodica, scoprire le incongruenze e comportarsi di conseguenza. I dati parlano di ben 15 milioni di italiani che non effettuano la minima operazione finanziaria. La cifra insospettisce dal momento che l’Agenzia delle Entrate ha sempre affermato che, sulla base dei propri dati, oltre il 90% degli italiani ha almeno un conto corrente attivo. Dati che dovrebbero, quantomeno, apparire sospetti.

Magari poi si tratterà di coincidenze e scopriremo che l’Italia ha davvero 15 milioni di nullatenenti completi. Ma di sicuro, attraverso il potenziamento di uno strumento efficace come l’ISEE e l’introduzione sistematica dei controlli incrociati, si eviteranno, o almeno limiteranno il piu’ possibile, episodi come quello dei due coniugi veneti che dichiaravano 6 € di reddito ma effettuavano operazioni immobiliari milionarie tramite conti esteri nascosti per un ammontare di circa 200 milioni di €.

Io spero davvero che sia solo l’inizio di una nuova tecnica di lotta all’evasione, al nero, al sommerso e che pian piano si incrocino i dati dei contribuenti, con i registri delle auto, degli immobili di pregio, dei leasing sopra certi importi. Perchè a fianco di tante “caste” e tanti sprechi inaccettabili, ci stanno anche tante altre situazioni che la logica vorrebbe altrettanto inaccettabili ma che ci siamo forse abituati a considerare espressioni di quel talento innato italiano a cavarsela sempre in qualche maniera, facendo l’occhiolino e un sorrisetto compiaciuto se ci rendiamo conto di aver infranto qualche regola. Si parte dallo scontrino non battuto e si arriva a nascondere immobili, depositi, prezioni al Fisco.

E per cominciare questo percorso si parte da un’idea, ripeto, tanto concreta da sembrare stupida, tanto semplice da non essere mai venuta in mente, da non comparire in nessuna dichiarazione pubblica, da non essere inserita in alcun programma elettorale (se non forse in qualche postilla a piè di pagina 100 o giù di li). Ed ecco che mentre le repliche fini a se stesse non di fanno attendere (e gli stipendi, e le auto blu, e gli ordini professionali,  e “voglio tutto e subito”, e di qui e di là) è legittimo domandarsi se la maggior parte delle contestazioni contro tali provvedimenti del professor Monti, non sia dettata, piu’ che altro, dalla rabbia di non averci pensato prima, a proporre queste misure.

Perchè il fatto incontestabile è proprio questo: che questo silenzioso governo, non voluto e non politico, assumendosi il carico dell’impopolarità di certi provvedimenti, sta facendo in 2 mesi molto di piu’ di quello che qualunque altra maggioranza partitica è riuscita ( e sarebbe riuscita) a fare.

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