Mimmuzzo e le cattive compagnie


Che Domenico “Mimmo” Scilipoti fosse un soggetto “fuori dalle righe”, questo lo si vide sin dal primo momento di celebrità (la fiducia del 14 dicembre con immigrati da lui pagati per stare fuori da Montecitorio ad inneggiarlo). Con il tempo abbiamo conosciuto le intemperanze, le follie, le capriole politiche e mentali sue e dell’incoscente piccola armata che – purtroppo – è l’ago della bilancia dell’attuale politica italiana.

In una di queste capriole si è verificato, qualche mese fa, un incontro di quelli inaspettati: quello con il neo-fascista Gaetano Saya, guida del “nuovo MSI”, quello che voleva introdurre la “guardia nazionale italiana” con le divise delle SS (incontro che, con il senno di poi, è azzeccatissimo: due cani sciolti, lunatici, portatori di un populismo esagerato spacciando valori e slogan spesso in cotraddizione tra di loro e attirati dalla parte politica da cui, di volta in volta, si può trarre vantaggio).

Saya, non piu’ tardi di 5 mesi fa, scriveva:

Scilipoti è un uomo probo, onesto, fervente credente in Dio Padre Onnipotente … con il suo gesto ha riscattato decenni di servilismo parlamentare. Per la prima volta da decenni qualcuno osa parlare di Nazione, di Patria, d’Italia …

Il motivo di tale fervore ai limiti dell’innamoramento era il copia-incolla che il “probo” Scilipoti fece di alcune parti del Manifesto dei Fascisti per riprenderle nel proprio. “Allora Mimmuzzo è uno di noi” deve aver pensato il nostalgico Saya, tanto che si spinse all’incredibile:

Essendo consci del lento, ma inesorabile scivolamento della nostra amata Patria verso l’abisso, ben consci della pochezza umana che alberga nei palazzi del potere romano, invitiamo ufficialmente l’onorevole Domenico Scilipoti a guidare la direzione nazionale del Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale, assumendone il coordinamento nazionale. […]Migliaia di Missini sono pronti a scendere in campo sotto la ventata di liberta’ iniziata il 14 dicembre 2010[…].(Saya inneggava alla “ventata di libertà” del 14/12/2010, giorno della fiducia a Berlusconi, che oggi è invece uno dei suoi bersagli preferiti).

Scilipoti non si fa cogliere impreparato, anzi, stupisce tutti quando afferma di essersi sentito lusingato dell’offerta. Ad una presentazione del suo libro, avviene il fatidico incontro, tra sorrisi e strette di mano, a cui ne seguono altri a breve: sembra che l’alleanza sia cosa fatta e Mimmo invita Gaetano e i suoi ai lavori del congresso nazionale del MRN, il 21 ottobre scorso a Roma.

Viene il congresso che però viene monopolizzato da un altr0 amico di Mimmo, uno che si chiama Silvio, a cui, tra l’altro, Gaetano non risparmia parole grosse e insulti sul proprio blog. Ma al momento Silvio è più importante politicamente di Gaetano e Mimmo gli lascia un podio da cui arringare le folle dimenticandosi completamente degli amici neo-fascisti.

Davanti a tale affonto (!!!) la reazione di Saya è “diretta” (rincarando la dose nei giorni seguenti):

Scilipoti è un mascalzone delinquente lestofante che va a cena con la ‘Ndrangheta, Scilipoti ha preso una delle nostre ragazze (tale Elena Lullo n.r.d.) e le ha fatto togliere la nostra camicia, le ha proprio sfilato la camicetta … poi l’ha assunta in nero alla Camera dei Deputati, alle spese degli italiani. L’ha assunta quando ci sono milioni di disoccupati. Scilipoti la camicia gliel’ha fatta levare, l’ha invitata a cena e poi gliel’ha fatta levare … Quello è un Mascalzone della Repubblica, quello ci voleva ciullare il partito! Il suo è un partitino inesistente (Responsabili) che arriva al congresso con le limousine e le zoccole … Scilipoti è un mascalzone, io con lui l’accordo non lo faccio più, io lo faccio direttamente con Berlusconi.

Già Berlusconi…lo stesso a cui qualche giorno fa riservava il nomignolo di “ciolla d’oro” (qualsiasi cosa significhi) invocando punizioni divine…

In politica gli amici sono proprio una merce rara.

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