Tangenziale di Como? (a questo punto) No, grazie!


Il progetto originario (quello piu’ avveniristico e probabilmente anche piu’ costoso) della c.d. Tangenziale di Como mi piaceva. Un lungo tunnel che dalla zona del carcere del Bassone si sarebbe spinto sino ad Albese passando sotto la Valbasca e scongiurando le ipotesi precedenti che ipotizzavano un tracciato interamente alla luce del sole. Un progetto coraggioso ma utile, che avrebbe veicolato il traffico sull’asse Varese – Como – Lecco lontano dalla congestionatissima area di Camerlata: valeva la pena tentare.

Poi è cominciato il caos. Un caos fatto di confusione nei progetti di Regione Lombardia con progetti infrastrutturali simili (Va-Co-Lc, Autostrada Pedemontana, Tangenziali di Varese e Como) che si accavallano tra di loro, senza raccordo. Il problema è che questi progetti si cominciano a sviluppare: si fanno le prime gare, le progettazioni, i primi soldi vengono stanziati, si comincia a recintare i cantieri e, purtroppo, anche a spedire lettere di esproprio a cittadini ignari, proprietari di appezzamenti che potrebbero essere potenzialmente interessati da un’opera che non si sa ancora quando e se vedrà la luce.

Un caos fatto di poca trasparenza istituzionale con gli assessori regionali e provinciali competenti che si fanno di volta in volta promotori di questo o quel progetto a seconda della convenienza, dell’interesse o della platea. Le richieste di fondi sono tante, le promesse elettorali altrettante, la disponibilità economica effettiva poca: quanto basta a  piegare la volontà politica di ciascun soggetto interessato e a farla girare come una banderuola. Personalmente sono ancora in attesa di ricervere delucidazioni dagli assessori Mina e Cinquesanti in merito al loro comportamente e alle loro posizioni, dall’ultima volta che si sono presentati ad Albate a presentare il progetto.

Un caos fatto di ignoranza degli aspetti tecnici, cantieristici e finanziari. I progetti si susseguono, di volta in volta un tracciato diverso, quello che passa a sud, a nord, in galleria, in trincea. I prezzi preventivati si gonfiano a dismisura, raddoppiano e triplicano senza motivo arrivando a cifre di oltre 800 mln di €. Si culmina con il vice-ministro Castelli (che con i suoi vari interventi non nasconde la sua contrarietà all’opera) che spiega di avere scoperto che da quelle parti ci sarebbe il lago di Montorfano e che non si può mica costituire un tunnel sul fondo del lago (peccato che nei progetti il tunnel passerebbe ben lontano).

La concomitanza di progetti, poi, diversi mostra la propria insostenibilità quando si parla di fondi: i soldi non ci sono per tutti e per la tangenziale di Como si arriva alla paradossale soluzione di realizzare solo uno dei due lotti.Via libera dunque ad una manciata di chilometri dallo svincolo autostradale di Grandate fino al carcere del Bassone. Da lì uno svincolo porterà gli automobilisti su di strade locali di portata non assolutamente sufficente a smaltire la mole di traffico che verrebbe generata; tutto questo creerà di fatto un secondo svincolo autostradale e non alleggerirà Camerlata/Oltrecolle, nella cui direzione, invece, le vetture si vedranno costrette a ritornare. Come poi suggerito dal quotidiano La Provincia, è ancora da dimostrare se le opere che verranno realizzate saranno poi compatibili con quelle già esistenti.

Questa è la linea assurda che si è fatta largo negli scorsi mesi, a fronte del vigore con cui Regione Lombardia è decisa invece a portare avanti e a concludere l’autostrada Pedemontana (piu’ a sud, verso Lomazzo), e che è stata definitivamente confermata ieri 11 ottobre dalla riunione del Collegio di Vigilanza sull’accordo di programma per la realizzazione della Pedemontana. Certamente ora Villa Gallia farà opposizione alla determinazione del Collegio di Vigilanza, verranno fatti gli opportuni ricorsi alle autorità competenti e si lavorerà di diplomazia politica per cercare di scongiurare il peggio. Ma  – temo – servirà tutto a ben poco.

Leggendo i primi commenti politici alla notizia, l’amarezza aumenta perchè ha il sapore sia della presa in giro che dell’occasione – l’ennesima – perduta. La presa in giro di continue promesse e impegni (vi ricordate l’assessore regionale Cattaneo che giurava di incatenarsi al cantiere?) caduti nel vuoto e l’occasione mancata di organizzare in maniera razionale ed efficente il sistema di infrastrutture viabilistiche regionali. Credo che su tutto questo abbiano pesato due fattori. In primo luogo ritengo che la tangenziale di Como si stata sacrificata nella contrapposizione interna di volontà politiche differenti, battaglia nella quale l’ha spuntata l’autostrada pedemontana e, come afferma il consigliere regionale Gaffuri : “La Finanziaria 2006 ha destinato risorse statali al sistema Pedemontana, ma ha stabilito che dovevano servire a finanziare prioritariamente le tangenziali di Como e Varese visto che l’autostrada vera e propria sarebbe stata fatta essenzialmente con fondi di concessionari privati . Viene da pensare che la tangenziale debba essere iniziata soltanto per poter dire che si rispetta quella priorità fissata dalla legge, ma intanto la si riduce a un moncherino per poter trasferire risorse pubbliche sul troncone principale dell’autostrada, sempre più a rischio finanziamento”. In secondo luogo, le ristrettezze economiche dell’attuale crisi finanziaria fanno sentire ancora di più il peso della gigantesca occasione persa con l’Expo 2015, l’unica vera, grande occasione per poter veicolare l’interesse politico e imprenditoriale e le risorse sufficienti per mettere mano ad iniziative e opere di tale portata. Ma temo che ormai si sia già fuori tempo massimo.

Incompetenza, logiche politiche, incapacità comunicativa, tentennamenti istituzionali: tutto questo ha distrutto la solidità di un progetto che aveva una sua validità sia nel merito che nella tecnica. Se cosi’ stanno le cose, meglio annullare tutto, primo e secondo lotto, dal momento che l’utilità dell’uno dipende solo ed esclusivamente dalla realizzazione del secondo. Como ha bisogno di infrastrutture, efficienti e funzionali. Un rattoppo creerebbe soluzioni che non durano nel tempo, un moncherino porterebbe addirittura disagi ben peggiori.

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Un pensiero su “Tangenziale di Como? (a questo punto) No, grazie!

  1. la tua analisi e’ brillantissima e rispecchia in pieno la nostra posizione di Ecologisti. Ti faccio le mie sincere e sentite congratulazioni per la lettura approfondita del problema e le considerazioni oggettive , motivate e circostanziate. Come sempre mi viene invece difficile conciliare questo tipo di analisi con l’operare di una
    parte politica che tu legittimamente sostieni e che proprio in conferenza stampa , anche attraverso le parole del Sindaco Lucini ha piu’ volte definito una grande opera utile per la citta’ l’attuale tracciato della tangenziale . Credo che sia finita l’epoca del predicare bene e razzolare male. O almeno.. dovrebbe essere finita.

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