Parola di spreco….


Dal dicembre del 2009 sono ufficialmente uno spreco. Lo disse la legge finanziaria che identificò nelle “circoscrizioni di decentramento comunale” dei comuni dipiccole e medie dimensioni, una delle voci di spesa da tagliare per abbattere finalmente i costi della politica.

Già, i costi della politica. Una panacea leggendaria che regolarmente affolla i dibattiti e i proclami dei politici: giusto il tempo di una tornata elettorale, di una sessione parlamentare, di una intervista, come testimonia l’ultima battaglia cittadina contro l’ennesimo spreco decennale ma “scoperto”solo ora. Poi, al momento di passare ai fatti, piu’ nulla, vuoto assoluto. Scrivo “leggendaria” perché l’idea di risparmiare cominciando a tagliare gli enormi costi della macchina politica italiana è un tema su cui nessun politico di nessun grado o schieramento ha mai parlato con concretezza, realismo e buonsenso.

All’indomani della legge di cui dicevo, ad esempio, fu tutto un tripudio di articoli, felicitazioni e calcoli nella cronaca locale. Unitamente ad un certo immotivato disprezzo per delle istituzioni che il loro lavoro lo avevano sempre svolto. Finalmente la politica di Como avrebbe risparmiato!!! Quanto? 300mila, 500mila, 700mila…il walzer imazzito delle previsioni. Calcoli assurdi, se solo si volesse conoscere la realtà dei fatti.

Il mio gettone di presenza, infatti, oscillava tra i 19 e i 35 euro lordi a riunione. Le riunioni erano solitamente 1 al mese –  raramente 2 –  e questo portava ad un “ricco” gettone complessivo di circa 300/400 euro annui. Lordi ovviamente.

Certo, il presidente prendeva di più ma non tanto da essere Paperone. (I segretari di circoscrizione, invece, non possono rientrare nel computo in quanto si tratta di personale del settore decentramento del Comune, che di fatto non è toccato dalla norma in questione.) Quindi siamo un po’ lontani dalle cifre viste sopra.

Piuttosto: qualche giorno fa, sono stati resi noti gli stipendi dei dirigenti comunali.

Da quell’articolo si apprende che il Segretario Comunale Nunzio Fabiano abbia guadagnato 297mila (!!!!) euro. Dietro di lui, ma staccata di molto, la dirigente del settore legale del comune, Maria Antonietta Marciano, 148mila. Non se la passa male nemmeno il terzetto ingegneristico dell’amministrazione cittadina, Laria, Viola e Ferro, : rispettivamente 125mila, 123mila e 118mila. I responsabili di  Paratie e Ticosa si portano a casa circa 10 euro al mese a cui spesso vanno aggiunti, come per tutti i dirigenti, bonus e premi sulla cui opportunità ci sarebbe da discutere. Il Segretario Fabiano invece oltre il doppio.

Io sono tra coloro che non si scandalizzano per gli stipendi alti di funzionari e politici perchè ne riconosco la ragione e la funzione. Ma se bisogna parlare a vanvera o fare populismo allora permettetemi di dire che un lavoro ben retribuito è tale anche con 5-6 mila euro al mese, cifra che consente eccome una vita agiata.

Di fronte ad una politica chiacchierona ma che spende e spande impulsivamente (vi ricordate ad esempio i milioni spesi in soli progetti per il tunnel in via Borgovico, giusto per non citare sempre i 15 milioni di euro che il Comune mette sempre a bilancio anche senza mai averli incassati) si è scelto comodamente un capro espiatorio, le Circoscrizioni.

Istituzioni piccole, impotenti, a detta di molti inutili. Ma, oggettivamente, un punto di riferimento alla portata di tutti i cittadini, soprattutto di quelli anziani o in difficoltà, per avere un contatto con un’amministrazione che spesso e volentieri appare lontana. Che piaccia o non piaccia ai commentatori dei quotidiani cittadini, non vi è nulla di disonorevole nel parlare di buche nelle strade, di disservizi degli autobus, di mancanza di comunicazione istituzionale o di permessi edilizi,  non vi è nulla di degradante nel decide di assegnare poche centinaia i euro a questa o quella associazione del territorio, e non vi è nulla di indecoroso nel convocare assemblee su determinati argomenti che stanno a cuore alla cittadinanza dei quartieri (per esempio: l’urbanizzazione selvaggia in via Acquanera, piuttosto che la ex-Frey, piuttosto che la Tangenziale di Como). Un punto di riferimento che, piaccia o no, il suo lavoro lo ha svolto bene, malgrado tutte le avversità compresa la scarsità di poteri, sia prima che dopo la cancellazione dei gettoni, segno che non era quello il motivo dell’impegno dei consiglieri.

Se bisogna parlare di tagli alla spesa pubblica allora bisogna farlo con coerenza, completezza e un pizzico di implacabilità. Bisogna rendersi conto che queste misure non si risolveranno mai in un fantomatico “mega-taglio” che comparirà dal nulla ma in una serie infinita di piccole iniziative, le quali, prese una per volta – ed è questo il rischio piu’ grande – sembreranno quasi inutili. Le voci di spesa su cui poter risparmiare sono infinite. E senza la necessità di ricorrere a manovre di “lacrime e sangue” (per usare un termine di recente riscoperto dai giornalisti).

Altrimenti si continuerà a disquisire sul nulla, a inseguire aggiustamenti di bilancio computando somme inesistendi, promettendo tagli che non si è in grado o che non si vuole tagliare e a cercare scuse e bersagli per placare temporaneamente le polemiche che inevitabilmente ci saranno. Tagliando magari qualche utile servizio, fatto passare, con la demagogia dei media cittadini, per un vero spreco.

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