La Lega che non vuole governare


La Lega è un Partito che non vuole governare. E questo si vede chiaramente, giorno dopo giorno, dalle cronache politiche e amministrative. Un esempio su tutti: le moschee.
Nel dibattito che saltuariamente emerge nel Paese relativamente alla eventualità di realizzare luoghi di culto per la fede Islamica basterebbe fermarsi un poco per comprendere come una Lega coerente e davvero vicino al suo elettorato avrebbe tutto l’interesse nella realizzazione di moschee e centri di cultura islamica.

Ragioniamoci su. La presenza islamica in Italia, ad oggi, è già alta di suo: poco meno di 600.000 unità (stima Caritas – 2000)  con un ragionevole margine di incertezza relativamente alla popolazione irregolare. Sappiamo bene che la fede mussulmana è frammentata e non prevede una gerarchia interna forte e diffusa paragonabile alla Chiesa Cattolica: il fulcro della vita di fede islamica è la singola comunità di preghiera. Comunità di preghire che oggi, in mancanza di autorizzazioni, si ritrovano senza autorizzazione, in ambienti spesso “semi-nascosti”  e sconosciuti alle autorità. Il rischio di infiltrazioni estremiste, in simili ambienti è potenzialemnte altissimo.

Ecco che la strada per una soluzione potrebbe essere quella della regolamentazione con la singola comunità, attraverso un ragionato e riflessivo percorso condiviso di confronto e di rapporto diretto, la  sottoscrizione di accordi specifici tra le amministrazioni locali e le comunità religiose, la designazione di figure di riferimento e rappresentanti che rispondano – nel caso – civilmente e penalmente, la precisa definizione di diritti e doveri di entrambe le parti e la collaborazione con le forze dell’ordine e la magistratura. Regolamentazione, rapporto personale, responsabilizzazione, chiarezza, rispetto. Ecco cosa proporrei se fossi un dirigente leghista.

Perchè in tutta onestà a volte ho il quasi sospetto che la Lega – non i suoi elettori, ma  i suoi dirigenti  – goda nel vedere piazza Duomo o il cortile del Mazda Palace trasformati in moschea, per non dire di viale Jenner impraticabile il venerdì. Perchè è un partito nato e cresciuto solo nel solco di un legittimo malcontento e cresciuto senza il proprosito di trovare risposte concrete e strategie per risolverlo. Ma affamato piuttosto di altro consenso monetizzando e alimentando il disagio, giocando sui conflitti sociali e sulle divisioni etnico-religiose, dando una mano a seminare un clima di incertezza.

Certo, cambiare questa tendenza vorrebbe dire essere responsabili e coerenti. Vorrebbe dire avere a cuore il governo del territorio e un progetto ambizioso soprattutto per aree complesse come Milano e i grandi centri urbani. Significherebbe mettere al primo posto obiettivi concreti per i propri elettori e la volontà di essere buoni amministratori per tutta la cittadinanza. Ma qui – forse – siamo nel campo della fantascienza.

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3 pensieri su “La Lega che non vuole governare

  1. Ste, scrivi piu’ semplice caspita… e controlla le argomentazioni…

    1. presenza “alta” una presenza di 600.000 persone? ( cioe’ l’1% della popolazione italiana?)

    2.l’equazione semi-nascosto = a rischio di infiltrazioni estremiste ( anzitutto la pubblica sicurezza sa benissimo dove si trovano questi luoghi, basta pensare a via Domenico Pino anni fa. Non bisogna confondere “privo al momento della necessarie autorizzazioni” con “semi-nascosto” o “sconosciuto alle autorita” se no fai demagogia in salsa leghista e sono sicuro che non sia il tuo intento ).
    Io credo che , perlomeno stando alla costituzione quell’1% di popolazione italiana abbia il diritto a costruirsi un suo centro di culto.
    Che poi in quel centro ci possano essere “infiltrazioni estremiste” resta da dimostrare ma cio’ riguarda il reato che commette il singolo e non è una cosa che puo’ negare un diritoo ad una comunita’.
    Per dire: anche i religiosissimi mafiosi vanno in chiesa e alle processioni ma nessuno si è mai sognato di chiudere i centri di culto cattolici.

    Anche se la Chiesa Cattolica quanto a “figure di riferimento che rispondano civilmente e penalmente” e “collaborazione con forze dell’ordine e magistratura” non è sempre stata trasparente ( vedi i casi dei preti pedofili trasferiti di diocesi ma non consegnati all’autorita’, o il caso IOR e la mancata consegna del Cardinale Marcinkus ).

    A me piacerebbe che le stesse regole possano venire applicate a tutte le confessioni religiose ( magari abolendo il concordato ).

    • Caro Anto, grazie di tutto quello che rimarchi.
      Anche tu, pero’, riguardati un po’ quando scrivi; o meglio, leggi i post nell’ottica del loro obiettivo e non solo del tuo punto di vista.
      In questo caso intendevo solamente mostrare la profonda stupidità dei ragionamenti leghisti, partendo, ovviamente, dai loro stessi (beceri e popolisti) argomenti.
      Punto e basta.
      Se l’obiettivo del post fosse stato invece quello di parlare seriamente di immigrazione e di diritto di culto avrei scritto cose ben diverse, che tra l’altro conosci o puoi immaginare facilmente e che non sono molto lontane dalle tue…

  2. Ste, l’obiettivo si capiva in modo chiaro.
    Pero’ un testo tradisce molto di piu’ di quello che “si voleva dire e tanto ci siamo capiti”.
    E te l’ho fatto presente per evitare che un tuo post possa in futuro venire strumentalizzato.

    riguardo a Como ti segnalo due interessanti articoli sulla citta’ apparsi sul wall street journal e sul Neue Zurcher Zeitung http://italiadallestero.info/archives/11707
    http://italiadallestero.info/archives/11683

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