Dunque questo ci aspetta?


Che cosa dobbiamo aspettarci dalla fine della campagna elettorale?

Chi scrive è ovviamente uno senza cervello ma, stando alle parole che sono circolate in questi giorni, innanzitutto ci sono almeno 2 vittime: Berlusconi, per cause imprecisate, e Mastella, per suicidio.

Milano sicuramente è lo scenario piu’ spaventoso: tra zingaropoli islamiche, estremisti omosessuali e centri sociali con stanze del buco annesse. Particolare attenzione, soprattutto al centro islamico abusivo sorto nel quartiere di Sucate.

Al di la delle facili e scontate ironie che stanno divorando il web (della serie: “ce le si va proprio a cercare”), i toni di scontro tra le due fazioni hanno assunto proporzioni allucinanti. Palesemente da una sola parte: essere – al momento – costretti a recuperare il distacco da un avversario che, non solo lo si dava perdente fin dal principio, ma dimostra di avere pure tale flemma e tranquillità, è una di quelle cose che, se fossimo in ambito calcistico, avrebbe già portato a spogliatoi in subbuglio, allenatori esonerati e presidenti in silenzio stampa.

Ezio Mauro, su Repubblica, parla di politica “primordiale” (definizione molto realistica se alle dichiarazioni si sovrappongono le immagini) ma a me piace di più riciclare la battuta che costo’ a Travaglio un bel po’ di noie: l’Italia è allo stato della muffa, anzi no, del lombrico. Quando non si hanno, non solo argomenti solidi, ma anche la tranquillità e la sostanza per confrontarsi allora si cerca la strada “muscolare” delle balle stratosferiche, del prendere l’elettore “per paura” e della demolizione totale dell’avversario. Fortunatamente sembra che stavolta qualcosa non stia andando nella direzione sperata. Basta fare un giro sui network vicini alla destra per capire che oggi le cose non stanno girando per il verso giusto: l’unione tra le azioni intraprese dai vertici e il “percepito” dalla base sembra essersi incrinato. Ma la campagna elettorale non è ancora finita e solo le urne potranno pronunciare la parola “fine”.

Certo è – per continuare sull’onda delle “cazzate” elettorali –  che abbiamo ancora pochissimi giorni prima dell’arrivo dell’Anticristo (si si, proprio cosi’!): giorni preziosi nei quali si potrà andare con l’automobile in centro a Milano senza pagare l’ecopass e costruire una palazzina abusiva a Napoli. Mi si risponderà che si tratta solo di comprensibili trovate elettorali ma io invece ritengo che su questi ultimi passaggi si stia toccando il fondo.

In attesa della grande “sorpresa” dell’ultima ora ( boh forse un anno gratis di benzina per tutti gli elettori o l’ingresso gratis a San Siro per tutto il mandato) colpisce davvero tanto come le 2 grandi attuali promesse elettorali attengano alla regolamentazione di situazioni illegali. Come le multe, come le case abusive.

Ora, le promesse elettorali sono inevitabili e solitamente sono, ideali o concrete che siano, “positive” (meno tasse, piu’ incentivi, piu’ attenzione, piu’ investimenti). Capisco che a Napoli non si possa pretendere che il malcostume  perpetrato per decenni si risolva con un colpo di spugna rigoroso che ricada su migliaia di cittadini in gran parte incolpevoli. Ma se pensiamo che l’Ecopass è stata proprio la “grande innovazione” della Moratti, nella promessa di una Milano piu’ pulita e vivibile, parrebbe assurdo pensare che a pochi anni di distanza si cerchi in questa maniera di disconoscerne la paternità.

Ma c’è di fondo che una battaglia elettorale non può giocarsi esclusivamente su promesse nate “morte” o sulla legalizzazione degli illeciti; c’è che non si puo’ sminuire il senso della legalità per qualche voto in più; c’è che sarebbe davvero un triste scenario quello che veda le elezioni vinte sulla base solo di tali promesse e di paure costruite ad arte. C’è che è necessario un cambio di tendenza netto da parte della classe politica proprio a partire da questa tornata elettorale. Sebbene costi fatica, sebbene costi responsabilità. Attendiamo e incrociamo le dita.

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