Onorevoli mercenari/1


Ogni membro del parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato” recita l’Art. 67 della Costituzione. Significa che un Parlamentare non è vincolato allo schieramento con il quale è stato eletto ma può anche scegliere di cambiare formazione politica di appartenenza durante lo svolgimento del suo incarico. Non posso dirlo con certezza ma credo che i Padri Costituenti non avrebbero mai inserito questa norma se avessero anche solo lontanamente immaginato che in Parlamento un giorno sarebbero arrivati i “responsabili”.

Uso questo termine non per indicare i soli appartenenti al Movimento di Responsabilità Nazionale, quello di Scilipoti per intenderci, ma tutte quelle figure che sono salite alla ribalta della cronaca in questi giorni.

E’ una nuova classe politica che si sta facendo largo a spintoni e che, purtroppo, al momento è in grado di costituire l’ago della bilancia della stabilità di un governo.

Definirli oggettivamente e con precisione è difficile. “Peones” autoreferenziati che rappresentano solo se stessi e la propria ambizione guidati da due scopi: restare a galla il piu’ a lungo possibile e dare un peso al proprio voto in Aula. La colpa – a voler trovare una scusante – non è del tutto loro ma di una situazione politica che consente a un manipolo di pochi di fare pendere la fiducia o meno ad un Governo.

Piu’ di mille tentativi di descrizione sono le parole e i comportamenti dei diretti interessati che aiutano a comprendere al meglio lo scenario. Ci ha pensato l’on. Calearo ad illustrare i meccanismi e le tariffe di quella “compravendita” di parlamentari che ha consentito al Governo di mantenere la fiducia lo scorso dicembre. Ma ancora più plateale è la lezione umana dell’ on. Antonio Razzi, transitato alla vigilia del voto di fiducia dall’IdV al PdL dietro la prospettiva che anonimi generosi gli estinguessero il mutuo (con buona pace delle decine di migliaia di italiani che tra mutui, spese correnti, figli da crescere e famiglie da mantenere hanno problemi “un poco” più seri di quelli di questo signore non certo nuovo a cedere al fascino del Dio Denaro)

Mercenari e sanguisughe, dunque, piu’ che responsabili. E nessuno si faccia tante illusioni: ora che si sono “seduti” è difficile che si “alzino” di propria spontanea volontà, soprattutto con la copertura di una legge elettorale che non elegge ma nomina.

O si cambia questa legge (cosa possibile solo grazie ad un impegno concreto e uniforme di tutte le forze di opposizione) o ce li ritroveremo ancora a lungo vagare per i corridoi della politica e del potere, in grado di pesare quello “zero-virgola” da cui dipenderanno maggioranze o opposizioni, contrattando la sopravvivenza per una seggiola, uno sgabello, un sottosegretariato, un vice-ministero.

E ce li ritroveremo ancora a lungo a postulare sulla “responsabilità”, sull’alto ruolo del politico, sul “io non ho mai chiesto niente ma se non mi nominano sono cazzi”, e via dicendo. Per tanto tanto tempo.

A meno che non si riscopra il senso profondo di una genuina e radicale indignazione.

(1 – segue)

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