La fuga non sostituisce le risposte: lettera agli assessori Mina e Cinquesanti


Egregi Assessori,

la sera di giovedì 24 Febbraio, ero seduto al tavolo con i miei colleghi Consiglieri ad Albate per il Consiglio della Circoscrizione 1 dedicato al progetto della Tangenziale di Como al quale avete partecipato. Ero, sinceramente contento di quella convocazione e della vostra presenza. Innanzitutto perché anche un organismo tanto dileggiato –  e sulla strada della chiusura –  come un Consiglio di Circoscrizione riusciva ancora una volta a svolgere il suo ruolo primario di collegamento tra la gente dei quartieri e gli amministratori del territorio e, in secondo luogo, per la grande partecipazione di pubblico presente in sala.

È per questo che, con tutta franchezza, mi sento di dirvi che non siete stati in grado di svolgere il vostro ruolo. Il ruolo, innanzitutto, di referenti politici del territorio e quello di amministratori al servizio della comunità tutta: sia dei vostri sostenitori elettorali che dei vostri oppositori.

Con questo non intendo approvare del tutto gli interventi fatti dal pubblico – uno dei quali completamente fuori luogo e decisamente pretestuoso – ma nemmeno sorvolare sul fatto che avete preferito andarvene dopo due soli interventi, per quanto polemici, invece di affrontare le legittime richieste dei cittadini intervenuti così in gran numero. Era gente interessata essenzialmente ad avere delle risposte a domande che ne erano prive da troppo tempo.

Gli interrogativi più “pesanti” riguardavano sicuramente le ingiunzioni di esproprio per pubblica utilità che tanti cittadini si sono visti recapitare. Atti giuridicamente pesanti in quanto vincolano le singole proprietà e la possibilità di disporne, subordinando i diritti patrimoniali dei singoli all’interesse collettivo nella realizzazione di un’opera di pubblica utilità. Per tutta la durata di queste ingiunzioni sapete bene che non sono di fatto possibili vendite, locazioni, ristrutturazioni (a meno di gravosi adempimenti) unitamente ad un sensibile abbassamento del valore degli immobili e delle proprietà.

Una situazione senza quantomeno invasiva per il singolo cittadino interessato. Di certo, assessore Cinquesanti, non si tratta di atti che non hanno valore concreto come lei ha incautamente affermato: sono esecutivi e, considerando la possibile reiterazione, sono passibili di interessare il singolo immobile per oltre 10 anni.

Ed ecco la prima delle risposte da dare: le loro proprietà sono a rischio esproprio per un’opera che non è nemmeno finanziata?

Da qui mi collego alla seconda domanda che vi avrei fatto. Vi ho sentito parlare dell’assoluta necessità di realizzare un’opera di tale portata e funzione. Avete perfettamente ragione: è un’infrastruttura indispensabile per alleggerire la quotidiana congestione viabilistica della città e dei quartieri interessati.  Ma allo stesso tempo vi ho sentito cercare scuse rassegnate.

Chi vi scrive, purtroppo, condivide idee politiche che “si trovano” all’opposizione su tutti i fronti: Circoscrizione, Comune, Provincia, Regione e Governo Nazionale. Ma se anche gli esponenti dei partiti che Governano il territorio (oltretutto con le forti maggioranze numeriche di cui dispongono) affermano di non avere potere di decisione o di essere comunque soggetti a scelte che competono ad altri enti allora rimango sinceramente sconcertato. Se il comune di Como dice di non essere competente, se la provincia afferma di attendere le disposizioni Regionali, se  l’assessore Regionale promette di incatenarsi se il cantiere non parte, se in Regione si dice prima che mancano i fondi e poi si parla di VA-CO-LC: scusate, chi deve decidere?

È sconfortante assistere, come già successo in passato su altri temi, ad un simile rimpallo di responsabilità verso una mai chiarita “altra autorità” a cui competono poteri e decisioni.

Chi può fare proposte sul tracciato? A chi compete decidere su quello definitivo? In che tempi? Chi può decidere sull’eventuale pedaggio? In che tempi? A chi competeva una puntuale informazione al territorio? Perché non è stata fatta?

Queste sono solo alcune delle questioni ancora aperte sulle quali la popolazione è stata assolutamente lasciata senza alcuna assistenza da parte degli enti locali. Tutto questo denota un’assoluta incapacità di comunicazione e infonde seri dubbi sull’effettiva volontà di portare a termine quest’opera.

La mancanza di un piano di sviluppo del territorio completo e coerente (al di la dei dati tecnici e degli schemi fissati del PGT) è, infine, la questione più rilevante. E’ sinceramente incredibile che circolino tante notizie contraddittorie – le ultime sono proprio di questi giorni – su Tangenziale di Como, Va-Co-Lc e pedemontana che creino una tale confusione, benché arrivino dalle Istituzioni del territorio.

Senza contare inoltre che vengono del tutto ignorate le peculiari problematiche della viabilità e dell’urbanistica comasca, due ambiti che rischiano di non ricevere alcun beneficio da una simile opera. Fate bene a denunciare il fatto che una Tangenziale di Como limitata al solo primo lotto non servirebbe a nulla ma anzi, creerebbe il caos su vie secondarie (alcune addirittura pare conservino lo status di strade consortili) che non possiedono minimamente la portata necessaria a supportare il traffico a cui sarebbero interessate.

Ma è anche vero che un’opera simile sarebbe poco più che inutile senza venir puntualmente corredata da tutta una serie di opere secondarie che si renderebbero indispensabili (due semplici esempi: la rimozione dei semafori sulla Canturina fino ad Olmeda e del passaggio a livello di via Scalabrini) per uno sviluppo umanamente sostenibile di un quartiere già fortemente interessato da invasivi interventi abitativi che ne hanno mutato il volto e le esigenze strutturali e viabilistiche. L’ingegnere Lorini, che ringrazio se non altro per essersi fermato sino alla fine dell’incontro, ha rassicurato, ad esempio, che i volumi di traffico caleranno di una percentuale notevole una volta terminata  l’opera, ma queste sono le stesse rassicurazioni che venivano fatte anche prima di altri grandi interventi viabilistici come l’introduzione del “girone” a Camerlata o della bretella di via Oltrecolle. Ora serve qualche cosa di più concreto e più credibile.

La gente vuole risposte chiare e responsabili sulla completezza dell’opera, sulle tempistiche, sui tracciati, sui costi, sulla sicurezza delle loro proprietà, a fronte di un silenzio delle istituzioni che dura da troppo tempo.

Tenete a mente che la vostra “fuga” di quella sera non è stata apprezzata: è stata percepita come l’ennesimo muro che il potere politico innalza a tutela di sé stesso. Un muro che è stato costruito sulla pazienza di quartieri e famiglie che stanno pagando giorno dopo giorno il prezzo di pesanti  scelte urbanistiche a fronte di continui tagli indiscriminati ai servizi.

E ora siete in debito. Almeno di queste risposte che ad oltre un mese di distanza, non sono ancora arrivate.

Stefano Tosetti

Consigliere della Circoscrizione 1 del Comune di  Como

 

Annunci

Un pensiero su “La fuga non sostituisce le risposte: lettera agli assessori Mina e Cinquesanti

  1. Pingback: Tangenziale di Como? (a questo punto) No, grazie! « Stemctost's Blog

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...