Etiche a confronto


Da tempo ormai assistiamo rassegnati al fatto che la differenza tra l’etica politica italiana e quella di altri sistemi politici si sta facendo abissale. La lista, già di per se’ corposa, che avevo provato a stilare alcune settimane fa, si arricchisce di giorno in giorno. L’ultimo aggiornamento arriva dalla Germania con una notizia che sta passando – giustamente – in secondo piano ma che traccia spietatamente tutta la distanza che ormai ci separa da Paesi che dovrebbero invece essere molto vicini a noi.

La notizia è che il ministro della Difesa tedesco, Karl Theodor zu Guttenberg, si è dimesso dopo alcune settimane di infuriate polemiche dovute alla conferma delle indiscezioni che volevano lo stesso Guttenberg colpevole di aver copiato parte della sua tesi di dottorato.

Per quanto tele notizia possa fare sorridere pensando ad un consolidato campionario di barzellette sulla proverbiale rigidità teutonica, dovrebbe piuttosto farci tutti vergognarci un po’.

Non solo per la presenza nelle nostre 2 Camere di 70 tra pregiudicati e condannati di cui 18 in via definitiva, ma anche per le centinaia di episodi che quasi quotidianamente minano la credibilità e la rispettabilità del Parlamento.

E ci ritroviamo nel profondo ridicolo se pensiamo che, mentre in Germania un ministro si dimetteva per la vergogna di aver mentito pubblicamente su di un fatto tutto sommato personale, piu’ o meno nelle stesse ore, a Milano, un deputato pluricondannato si compiaceva di non essere incappato nella pena accessoria dell’interdizione dal pubblici uffici. E piu’ o meno nelle stesse ore, una persona limpida e impeccabile come Lele Mora, al momento indagato per sfruttamento della prostituzione minorile, dichiarava in un’intervista la sua volontà di candidarsi alle prossime elezioni politiche “con un partito di destra, magari il PdL”.

Certo “non prima dell’assoluzione, visto che chi è inquisito non può fare il mestiere di politico, o almeno non dovrebbe”.

Perchè l’etica è una cosa seria.

PS. Dario Mora, detto Lele, prima delle ultime accuse di favoreggiamento della prostituzione minorile, è stato condannato una prima volta nel 2000 per aver sottratto al fisco la somma di circa 5 miliardi di Lire; nel 2004 venne condannato nuovamente assieme al figlio (rappresentante legale della sua società di management) per aver frodato il fisco italiano per 5,6 milioni di euro.

PPS. Beppe Severgnini si è posto la domanda “che sarebbe successo in Italia”. Il risultato, sagace come sempre, è questo.

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AGGIORNAMENTO – 6.03.11Il Ministro degli Esteri giapponese, Saiji Maehara, ha rassegnato le dimissioni ammettendo pubblicamente di aver ricevuto la somma di 50.000 Yen (pari a circa 450 euro) a titolo di donazione personale da una cittadina sudcoreana – da lungo tempo residente in Giappone e amica di lunga data della famiglia del Ministro. La donazione in questione viola la Legge di Controllo dei Fondi Politici del Giappone, che impedisce le donazioni da parte di persone o imprese straniere ai politici nipponici per impedire che influiscano sulla politica locale.

AGGIORNAMENTO – 24.03.11 – Si avvera la profezia di Severgnini. Daniela Santanchè, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, è stata accusata di aver falsificato il suo Curriculum istituzionale nel quale compare, tra i titoli accademici, un master presso l’Università Bocconi. Dall’ateneo smentiscono: “Non risulta tra i nostri allievi”. Lei, seccatamente, replica di conservare tutte le carte del caso. Segue una stucchevole polemica relativa alla corretta distinzione tra “master” e “corso”.

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Un pensiero su “Etiche a confronto

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