Il giorno felice di Massimo Maria Berruti, condannato.


Si parla tanto, di questi tempi, di riforma della giustizia seguendo la linea da tempo delineata dal PdL: separazione delle carriere dei magistrati, abolizione delle intercettazioni, cd. processo breve.

Fortunatamente la cronaca ci offre sempre validi spunti per ragionare a fondo sulle reali esigenze del nostro Paese e sulle riforme di cui, con buona pace della classe politica, abbisogna.

Ad esempio oggi è un giorno molto felice per l’on. Massimo Maria Berruti.

Parlamentare di Forza Italia, prima, e del PdL poi, figura costantemente presente nelle cronache giudiziarie che hanno interessato il cavaliere fin dall’inizio, dai tempi di Milano 2 e delle tangenti alla Guardia di Finanza.

Il 24 febbraio scorso è stato condannato a 2 anni e 10 mesi per riciclaggio dalla prima sezione della Corte d’appello di Milano.

Tuttavia, come non manca di ricordare il suo avvocato, la condanna è inferiore alla soglia di 3 anni necessaria per la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per cui manterrà il suo posto da parlamentare.

Non solo ma, come ha tenuto a precisare il suo legale immediatamente dopo la lettura della sentenza, si provvederà a ricorrere in Cassazione, ed in questa fase la condizione di Berruti diviene assolutamente particolare.

Qualora la Suprema Corte ritenesse inammissibile il ricorso, e dunque la sentenza d’appello diventasse definitiva, la pena sarebbe completamente coperta dall’indulto.

Ma anche qualora la Cassazione avesse accolto il ricorso, il giudizio si sarebbe fermato ben prima in quanto sarebbero scattati i termini di prescrizione del reato. Quando? esattamente oggi, 27 febbraio.

Insomma: le spalle decisamente coperte. E decisamente un bel curriculum per questo ex agente della GdF, poi consulente a Mediaset e, dunque, palamentare: 2 arresti, 2 condanne (una nel 2001 a 8 mesi di reclusione per favoreggiamento, sempre da un filone del medesimo processo), accuse di aver ricevuto e offerto tangenti ai vertici della GdF milanese e di riciclaggio di denaro in favore del Premier attraverso consistenti operazioni bancarie su conti svizzeri. E tutto questo senza venire minimamente sfiorati dall’idea di almeno un passo indietro. E tutto questo mentre c’è chi parla di processo breve e di carcere per chi pubblica le intercettazioni.

Certo la giustizia ha bisogno di riforme strutturali ma forse sarebbe il caso di domandarsi seriamente “quali” prima di agire.

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2 pensieri su “Il giorno felice di Massimo Maria Berruti, condannato.

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