Quel Governatore tenero e ingenuo.


Che si abbia o meno il coraggio di ammetterlo, il polverone che appesta la politica italiana di questi mesi crea non pochi imbarazzi in alcuni ambienti degli schieramenti partitici che si trovano costretti a dire colossali scemenze nel tentativo di salvare almeno un po’ la faccia.

É quello che è successo al Presidente del Consiglio Regionale Lombardo, Roberto Formigoni, che, una settimana fa, è intervenuto in diretta al Tg3 delle 19.00 intervistato dal conduttore Giuliano Giubilei.

Alle domande del conduttore, ovviamente incentrate sulle ripercussioni politiche del caso Ruby/Minetti, seguivano evasive risposte sull’operato del Governo e dei suoi indubbi meriti.

Ma di fronte alla domanda circa il misterioso inserimento dell’Igenista Dentale del Premier nel listino “blindato” collegato al Presidente della Regione, Formigoni ha risposto:

Io non la conoscevo (Nicole Minetti n.d.r.), ma quando il presidente del partito indica un nome spiegando che è una giovane laureata, a pieni voti, e che fa un lavoro importante e specializzato, non credo si debbano sollevare obiezioni

Una risposta sorprendente soprattutto se condita con il perenne sorriso languido a cui il “celeste” presidente ci ha abituato. La frase (al di là di scontate battute sulle “alte specializzazioni” di una showgirl delle reti mediaset) ad un’attenta lettura, lascia allibiti.

In primo luogo Formigoni ammette la propria stupidità e sudditanza: la fedeltà assoluta e cieca che deve essere prestata alle scelte (anche quelle ingiuste, irrazionali e “ormoniche”) del premier, travalica tutti i limiti, l’amor proprio da una parte (l’ha detto il capo, io devo scodinzolare), il rispetto dell’Istituzione e dei cittadini dall’altra (metto nelle mie liste le persone che so che svolgeranno al meglio il proprio ruolo nell’interesse della Regione).

In secondo luogo, a fronte di una situazione insostenibile per quanto riguarda la credibilità del Consiglio Regionale (che annovera nei i suoi scranni anche il “Trota”), prevale su tutto e tutti l’ordine primario di difendere le scelte di cui sopra. E quando si è a corto di materiale utile a deviare l’attenzione pubblica, ci si avventura nelle scuse piu’ stupide e ingenue che si possono trovare (mi hanno detto che era brava e io l’ho piazzata li senza altre domande).

In terzo luogo questo episodio, come se ce ne fosse stato bisogno,è l’ennesima ripova delle modalità di scelta delle cariche politiche femminili all’interno del PdL, se davvero il Presidente del Consiglio abbia giustificato l’inserimento della Minetti in lista con la limpidezza dei suoi titoli accademici.

Ed è parecchio offensiva, certo. Nei confronti di tutte le neolaureate, a pieni voti, con altissime specializzazioni che fanno la fila per un concorso pubblico, che sognano almeno un contratto a progetto, che sono disposte a vendere i propri sogni personali e accademici pur di trovare un lavoro ma che, sfiga vuole, non possono contare sull’amicizia di un premier e sulla tenera ingenuità di un amico candidato alla presidenza della Regione Lombardia.

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