L’agghiacciante normalità


C’è qualcosa di agghiacciante nel caso che ruota attorno a Ruby e alle abitudini personali del Presidente del Consiglio.

E’ il tentativo, reiterato, esplicito e martellante, di cercare di ricondurre l’intera vicenda sotto un velo di semplice normalità.

Ho letto diversi articoli (tanto per citarne 3 a firma di Ferrara, Giordano e Rizzoli) in questi giorni che ripropongono tutti la medesima teoria. In salse diverse ovviamente. Chi sostiene che in casa propria ciascuno fa quel che vuole, chi sostiene che al telefono ci si vanta normalmente di cose inventate e chi plaude all’eroico gesto di aver rivelato al mondo uno dei segreti piu’ intimi (avere una nuova relazione) per difendersi.

A questi 3 articoli vorrei rispondere che sono agghiaccianti, e che tale è il quadro di valori da cui essi sono ispirati.

Agghiacciante, infatti, è questo ricondurre tutto a normalità; voler negare l’evidenza di un un malcostume ripetuto, endemico e continuo. Berlusconi, oggettivamente, lega la sua intera carriera alla sottile linea che separa il consentito dal disdicevole (che, spesso, è l’anticamera dell’illecito): in politica, in affari, in vita privata, in amicizie personali.

Agghiacciate è per esempio, postulare che sia normale che una ragazza bella cerchi favori con la propria bellezza “come fanno le studentesse con i professori” (sostiene Piero Ostellino) dimenticando che ne esistono fortunatamente molte altre per le quali non funziona cosi’ il mondo.

Agghiacciante è considerare normale che un uomo ricco non si limiti a godere, giustamente, dei propri soldi ( anche in maniera vistosa: non sarebbe ne’ il primo ne’ l’ultimo), ma possa costituire intorno a se’ una rete di relazioni, favori, interessi, attenzioni.  O ritenere che “conosci lui e sei a posto” sia la prassi. O che uomini e donne (anche molto giovani) gravitino attorno a questo centro di potere, come le api in un alveare, ambiscano sopra ogni cosa a diventarne parte tanto da accettare qualunque compromesso, tanto da coprire ogni relazione con un manto di omertà non molto diverso, morti a parte, di quello delle mafie. Agghiacciante è sapere che ci sono genitori e parenti che incoraggino le proprie figlie a introdursi in quel mondo in modo da poterne beneficiare a propria volta.

Agghiacciante è “la piccola Ruby” che ci insegna che tutto ha un prezzo. Agghiaccianti sono tutte le sue reincarnazioni in corpi di donne e uomini che in questi giorni transitano dagli schermi e dai giornali. Agghiacciante è rendersi conto che sono molti di più’ di quanto credevamo. Agghiaccianti sono quei figuri che operano la “moltiplicazione” delle Ruby e la “normalizzazione delle coscienze” in una perversa “fabbrica dei mostri” che è gestita dai Feltri, dai Giordano, dai Belpietro, dai Fede, dai Signorini.

Agghiacciante è un Paese in cui ogni dibattito politico o giornalistico diventa rissa: o perché volutamente condotta su quei toni, o perché degenerata nella contrapposizioni di “giusti” e “cattivi”. Acchiacciante è l’uso stumentale delle opinioni della chiesa e dei valori della Chiesa, chiamati in causa quando, come e se fanno comodo. Agghiacciante è il silenzio di tutti coloro che, con le stesse tempistiche, spesso elettorali, amano definirsi “cattolici” con buona pace e presa per il culo di chi, in questa definizione, ci crede davvero.

Agghiacciante è un Paese dove il mito della maggioranza, alimentato ad arte con un mix di disinformazione, campagne di massificazione e bassa cultura, sia linfa vitale di una assuefazione a quanto pronunciato e stabilito dal “potere” in ogni sua forma.

Agghiacciante è il silenzio quotidiano di un Paese che si sente spacciato e rassegnato alla normale violazione di regole di etica e di morale, perso in un eterno rimpianto di tempi ormai andati.

Non so se quanto appena scritto renda bene l’idea di quello che provo seguendo la cronaca di questi giorni. Per questo chiudo con le parole di chi è in grado di farlo molto meglio.

No, non è sano di mente questo paese. Mi spiace per tutte le pazienti e persino sagaci spiegazioni che ci hanno ammannito, per vent’anni, ossevatori piu’ giudiziosi, piu’ neutrali, piu’ intelligenti di noi.

Che quelli come noi hanno la puzza sotto il naso. Che lui piace proprio perchè è cosi’. Che incarna il sogno di milioni di Italiani. Faccio altri sogni. Alcuni, magari, anche peggiori, piu’ dolorosi e neri. Ma cosi’ deprimenti,davvero mai.

Se milioni di Italiani sognano di vivere con lui, vuol dire che milioni di Italiani sono depressi. (Michele Serra)

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