Uno strano senso dell’etica.


Non sono mai stato un gran raccontatore di barzellette. Di solito preferisco ascoltarle anche se devo ammettere che sono molto esigente: spesso non riesco a coglierne il lato più divertente se non sono ben raccontate. Non si offenda pertanto il presidente del Consiglio se la sua barzelletta che nelle ultime giornate ha fatto il giro di tutta Italia non ha per nulla solleticato il mio buonumore. Diciamo pure che non l’ho proprio capita.

Mi sento però di spezzare una lancia a suo favore (si, proprio così) dicendogli che ha tutta la mia solidarietà riguardo all’invasione che la sua privacy ha subito: captare da lontano una conversazione riportata in una conversazione non pubblica, francamente non la trovo un gesto di alto giornalismo o per lo meno, in un periodo dove la cronaca politica è stata fin troppo ricca di episodi simili, un trucchetto non molto lecito al pari di tanti altri. E soprattutto NON E’ QUESTO IL PROBLEMA.

Dico questo seguendo una mia ferrea convinzione riguardo all’ “etica del politico”. Non è di sicuro una frase che tempra un individuo, che ne classifica l’etica e il comportamento quanto piuttosto il bilancio complessivo di una vita spesa per la “cosa pubblica”.

Se la politica esce danneggiata eticamente (anche se a volte sembra impossibile che si possa scendere sempre un gradino più in basso) da questa barzelletta non è di sicuro per la bestemmia in se’ (parentesi: ma davvero c’è gente sopresa di questa sparata di Berlusconi? ma siete seri o state scherzando?) quanto per il coro di ipocrisie che si sono levate chi a critica, chi a difesa, a destra e a manca.

E’ ridicolo chi urla allo scandalo, è altrettanto ridicolo chi corre a difesa.

Se, come io ritengo, Berlusconi non ha una sola fibbra in corpo di cattolicesimo, non è per una bestemmia detta in un momento tutto sommato privato. Lo è semmai per una vita politica nella quale non è possibile rintracciare la minima traccia di quegli ideali e quei principi che hanno che hanno da sempre ispirato l’azione dei cattolici impegnati in politica. Dalla depenalizzazione di reati finanziari ai mancati impegni verso l’ONU, dalla legge elettorale alla candidatura delle soubrette, da Noemi Letizia al lucro sopra la ricostruzione dell’Aquila: dove è la dottrina sociale in tutto questo? Dalla paralisi dei lavori parlamentari agli attacchi alle istituzioni della Republica, dai tagli indiscriminati all’utilizzo delle leggi per la sistemazione dei propri contenziosi aperti con la giustizia: dove è il perseguimento del bene comune in tutto questo?

Eppure sono anni che ormai assistiamo ad una nuova “vendita delle indulgenze” da parte di gran parte del mondo politico e anche di alcuni vertici ecclesiastici. Un modo di fare che è stato ottimamente riassunto dalle parole della Sottosegretario alla salute Roccella la quale, rispondendo ad una domanda sulla ben nota “barzelletta con bestemmia”, ha risposto dicendo che la frase va contestualizzata e che il governo sta studiando provvedimenti a sostegno della donna in gravidanza e a tutela della vita e della famiglia. Come dire, con buona pace della coerenza: “possiamo fare e dire tutto quello che vogliamo! Tanto poi basta una leggina con scritto dentro quello che vogliono sentirsi dire, che l’amicizia sarà di nuovo rinsaldata e la benedizione del Vaticano assicurata”.  Ecco dove sta la grande ipocrisia. E purtroppo così è stato per troppo tempo.

Qui Berlusconi non c’entra (in senso fisico). C’entra piuttosto una certa maniera utilitarista di intendere la fede, grazie all’appoggio anche di parte di alti vertici ecclesiastici: a cominciare da S.E. mons. Rino Fisichella, presidente per Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione, il quale ha affermato che:

“Bisogna sempre in questi momenti saper contestualizzare le cose e, certamente, non bisogna da un lato diminuire la nostra attenzione, quando siamo persone pubbliche, a non venir meno a quello che e’ il nostro linguaggio e la nostra condizione; dall’altra credo che in Italia dobbiamo essere capaci di non creare delle burrasche ogni giorno per strumentalizzare situazioni politiche che hanno già un loro valore piuttosto delicato”

La Bestemmia contestualizzata per una bocca dell’unico “ente” che avrebbe il diritto e dovere di indignarsi di fronte alla battuta da cui siamo partiti, cioè la Chiesa? Quantomeno discutibile. Ma le memorie più allenate si ricorderanno che l’alto prelato era il medesimo che ha sempre avuto posizioni di riguardo nei confronti di Berlusconi (lo riammise senza problemi ai sacramenti dopo la relazione adulterina con Veronica Lario, così come parlò di “voto di buon senso” parlando dell’avanzata della Lega alle ultime elezioni politiche).

E che dire di tutta una serie di giannizzeri le cui parole o, in certi casi, i cui silenzi, pesano come macigni. Penso ai vari Rotondi, Lupi, Formigoni e, perché no, Calderoli e Maroni, la cui identità Cristiana si ferma ad un crocefisso da inchiodare sul muro, ad un centro islamico da chiudere, ad un ospedale da arricchire o ad un movimento da esaltare.

Ecco che il cerchio si chiude quindi  e rivela il suo aspetto più triste e desolante. Il problema non è che in Italia c’è Berlusconi. Il problema è che nell’Italia di Berlusconi ci sia sempre più gente con un concetto davvero strano (labile, malleabile e ipocrita) dell’etica, della responsabilità e della fede.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...