…e adesso che direte?


Ora che avete visto che direte? che farete dire ai vostri giornali e alle vostre televisioni? Direte ovviamente (come state già facendo) una marea si scemenze, nell’intento di mentire, mascherare l’accaduto e ridimensionarlo prima che riesca ad avere un qualche impatto. Direte ovviamente delle menzogne o poco meno.

Direte che era tutto organizzato e pianificato ma l’avete visto con i vostri occhi che tutto è sorto nella maniera più spontanea possibile e che le manifestazioni organizzate erano tutte ben fuori dal tendone.

Direte che sono stati i “giovani dei centri sociali”, mostri mitologici che vengono evocati ad ogni manifestazione pubblica per esorcizzare le responsabilità: anche un idiota sa che di centri sociali a Como non ce ne sono.

Direte anche che sono stati “alcuni manifestanti insieme ad alcune signore un po’ attempate”. Capisco bene che nell’era delle 300 veline acquistate per compiacere un dittatore può fare strano vedere che le donne hanno una loro dignità ed indipendenza.

Oppure direte che era gente che veniva “da fuori di Como” ma sapete bene che avevate di fronte una società civile organizzata e non che in Como ha un suo cuore che batte d’amore per la propria città.

Direte ovviamente che è stato leso l’innegabile e irrinunciabile diritto di parola ma “credo che nel 90% dei casi chi sostiene la libertà di pensiero e di espressione si riferisca alla propria e non a quella altrui” (rubo la bellissima espressione dall’amico Umberto Lenzi: non me ne voglia!): del resto pareggerete il conto riorganizzando l’iniziativa a porte chiuse, in un posto perfettamente controllabile, magari ad invito e magari con il logo del patrocinio del comune bene in vista. Ricordatevi che da che esiste il mondo l’essere un personaggio pubblico comporta anche gli oneri non scritti di rispondere della propria condotta davanti alla pubblica opinione e che a volte bisogna anche rendere conto dello sdegno di questa. Ricordatevi infine che il diritto di parola si abbraccia al diritto di cronaca: dovevate ricordarvelo ieri quando strappavate dalle mani dei manifestanti le copie dell’agenda rossa di Borsellino o i libri che trattavano del senatore e dei suoi rapporti con Mangano, Cosa Nostra ecc.

La verità è che ieri pomeriggio non vi aspettavate di trovare una Como così! Una Como viva, urlante, fiera della sua storia e libera di esprimere se stessa, stanca di essere ripetutamente schiacciata dalla strafottenza di chi si sente sempre padrone. Ci si aspettava una chinata di capo, magari con il debole vociare in sottofondo di qualche (solito) facinoroso che davanti al muro omertoso di tutti i presenti avrebbe anche fatto la figura dello sfigato: del resto l’ospite d’onore era il senatore Dell’Utri(!), proprio lui (!!), il fondatore di Forza Italia (!!!), la guida e il punto di riferimento di tanti politici di Como(!!!!).  E invece non è andata così. E questa cosa non vi piace.

Coraggio! ora fate lavorare bene i vostri giornalisti.

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2 pensieri su “…e adesso che direte?

  1. Como s’è desta? Aldilà del merito della vicenda specifica, sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla reazione di Como. Credevo, ma soprattutto temevo, al solito atteggiamento sonnolento di una città che ha sempre avuto la tendenza di farsi scorrere le cose addosso con un certo distacco. Indubbiamente è un segnale di vivacità e di voglia di partecipazione da parte della cittadinanza. Se son rose fioriranno!

  2. Pingback: Quei “mea culpa” che non arriveranno mai | Stemctost's Blog

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