Le preoccupazioni di Letizia


«Tra ieri e oggi mi sono occupata solo del Monopoli», ha detto circa un mese fa Letizia Moratti a chi le chiedeva novità sul nodo dell’eventuale acquisto delle aree dove si svolgerà l’Expo 2015.

«Milano è al momento fuori dalle 22 città che entreranno nel gioco e quindi faccio un appello ai cittadini milanesi perchè votino la loro città sul sito www.monopolyitalia.it perchè Milano sia presente in questo bellissimo gioco».

La domanda dei cronisti si riferiva all’acquisto – avvenuto o meno – dei terreni da destinarsi all’Expo 2015 da parte del Comune di Milano, acquisto che è solo il primo passo della strada – ancora lunga – che porterà all’inaugurazione dell’Esposizione Mondiale sui terreni a nord-ovest di Milano. Acquisto però che è ancora lungi dall’essere stato fatto.

Che fosse solo un modo ironico della Primo Cittadino meneghina per dribblare le scomode domande dei giornalisti non ci è dato saperlo. Fatto sta che non basta a sciogliere le legittime preoccupazioni sul (non) progresso dei lavori intorno al grande appuntamento del 2015, soprattutto dopo gli sviluppi che hanno portato alle dimissioni dell’amministratore Delegato Stanca. Anzi! al momento il biglietto da visita della prossima Esposizione Universale è seriamente preoccupante.

A poco più di 4 anni dalla prevista inaugurazione nulla di quello che era in progetto è stato realizzato, sia sul fronte espositivo che su quello delle infrastrutture connesse. Del progetto presentato al BIE (quello delle vie di terra e di acqua, quello che integrava i grattacieli di “city Life”, quello delle 3 nuove linee della metro) poco è sopravvissuto. Si è scelto (ipocritamente annunciando una riduzione dei costi in segno di sobrietà) di non realizzare una grande opera che fosse rimasta per il futuro della città (tradizione consolidata dalla Tour Eiffel in poi). Sempre per risparmio, sull’area espositiva di Rho/bis (sempre che si sciolga il nodo dell’acquisizione dei terreni) sorgeranno solo prefabbricati temporanei, destinati poi alla demolizione. Su questo punto rimando ad un’interessantissima analisi di come sta realmente la situazione dei conflitti tra autorità ed enti coinvolti nel grande affare dell’Expo.

Tocco solo marginalmente il punto più scandaloso per i cittadini. Se mentre nel resto del mondo un evento come l’Expo serve realisticamente a incanalare somme spaventose sul territorio e a realizzare con queste infrastrutture destinate a rimanere nel tempo ben oltre la conclusione dell’Esposizione, da noi ben poco si sta muovendo. O meglio, si torna indietro rispetto al progetto iniziale. Delle 3 linee del metrò previste in aggiunta solo la 5 è in fase di costruzione, la 4 è in fase avanzata di progettazione mentre la 6, quella concepita proprio in seguito all’assegnazione dell’EXPO, è stata rinviata a dopo il 2015. Sul fronte stradale le vie di comunicazione previste nel progetto presentato sono al palo oppure in netto (e irrecuperabile) ritardo. I lavori sulla A9 sono cominciati solo ora, la BRE-BE-MI è ancora in fase di sondaggi e carotature mentre sulla pedemontana e sui raccordi stradali decentrati si litiga ancora che è un piacere. Segni questi di come il campanilismo sia un cancro mortale anche nel Grande Nord leghista e PdLlino.

Ma la presenza di queste problematiche aperte non ha impedito che il dibattito intorno all’organizzazione dell’evento procedesse assumendo toni ridicoli. Prima le litigate sulla presenza di determinati soggetti nel C.d.A, poi le polemiche sul compenso (600mila euro!!!!) dell’a.d. Stanca, poi la lite sulla sede degli uffici della società di gestione a Palazzo Reale. Questioni ridicole, appunto, che hanno però tenuto banco mentre il tempo stringeva e mentre le questioni più serie legate all’organizzazione della prossima esposizione universale rimanevano sulle scrivanie in attesa che i campanilismi, i personalismi e i protagonismi cessassero. Questioni ridicole come è stato ridicolo il modo del Sindaco di dribblare le scomode domande dei giornalisti.

Per tranquillizzare il Sindaco possiamo dire che il suo appello non è stato vano: Milano ora è al 16 posto di questa importantissima classifica e il suo nome verrà incluso nella nuova versione del gioco da tavolo, disponibile nei negozi dal 2011. Certo rimane la delusione che la “grande Milano” sia alle spalle di città come Chieti, Barletta e Andria…

E se una di queste si candidasse per l’Expo?

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