Attenti: il sindaco è “spazientito”!


Attenti tutti, nessuno fiati: il sindaco Bruni si è “spazientito”!

E’ stufo davvero di questa dannata Ticosa tanto che ora c’è in ballo addirittura un vero e proprio ultimatum alla Multi se non si sbriga a dare una risposta al quesito che tanto è caro a tutti i comaschi: se, cosa e quando sorgerà dalle ceneri della vecchia azienda serica. Ora Multi ha 48 ore per poter dare una risposta definitiva sulle sue intenzioni di realizzare il nuovo complesso edilizio. E’ chiaro che sulla vicenda e sull’incertezza della multinazionale Olandese hanno pesato soprattutto le sopresine arrivate dopo i primi accordi con il Comune riguardanti la presenza di sostanze tossiche depositatesi nel sottosuolo nel corso degli anni. Ma ora il sindaco è – secondo sua stessa dichiarazione – addirittura “spazientito”.

A parte il fatto che, se stessimo parlando di una vicenda fatta nel pieno rispetto delle procedure e delle regole, io nelle vesti del sindaco sarei incazzato nero, altro che spazientito. Ma non possiamo scordare che tutta la storia è stata viziata da una serie incredibile di errori, sbagli, incompetenze e stravolgimenti per cui il sindaco Bruni non può stare minimamente nella parte della “vittima” . Così come Multi, azienda privata che in quanto tale pensa ad ottimizzare i propri introiti, ha tutte le ragioni a dubitare di un accordo che, rispetto all’inizio delle trattative, si è complicato di ora in ora e appesantito di  tutta una serie di oneri non previsti a suo carico.

Tanto a farne le spese sono sempre i cittadini che assistono impotenti a questa persistente presa in giro. Dal 27 gennaio 2007 non c’è stato alcun passo in avanti ma piuttosto alcuni indietro. Ciò che ritengo davvero svilente di tutta la vicenda è che non si è mai esitato ad utilizzare una ferita aperta della città come merce di scambio per il consenso elettorale a cominciare dalla grande festa per la sua demolizione e tutto quello che è stato ricamato intorno. Come dimenticare i manifesti appesi a pochi giorni dalle elezioni che riportavano la trionfale dicitura “Ticosa, impegno mantenuto” sovrapposta ad un progetto che all’epoca non era stato mai discusso. A quei manifesti sono seguiti una conferenza stampa e svariati incontri con la cittadinanza e le circoscrizioni per spiegare come il grande progetto fosse già praticamente realizzato e l’opera messa a punto già nei dettagli, cosa che rendeva tra l’altro inutile qualsiasi tentativo di discussione o di ripensamento. Come l’accordo da 15 milioni di euro circa per acquistare il terreno. Accordo ancora sulla carta ma che il comune, con grande senso di responsabilità, non ha esitato a considerare già concluso, tanto da annotare per 2 anni consecutivi la cifra in questione nella voce all’attivo del bilancio di previsione per gli anni seguenti, somma che viene poi regolarmente stralciata in sede di consuntivo. Quindi ormai da 2 anni, vengono regolarmente stralciate opere locali davvero importanti che, senza i fondi derivanti dalla conclusione dell’affare Multi, non hanno alcuna possibilità di copertuta economica e pertanto sono destinati a essere rinviati. Tra queste opere troviamo ad esempio la rotonda di via Acquanera e la sistemazione globale di via Canturina, la manutenzione straordinaria degli impianti sportivi delle periferie e gli interventi ordinari sulle strutture scolastiche: non a caso in sede di assestamento di bilancio la cifra che viene ridotta ammonta stranamente a circa 15 milioni di euro.

Ora la Ticosa è uno spazio immenso e ancora inutilizzato, preda della vegetazione che cresce indisturbata, uno spazio ormai dimenticato e silenzioso così come è l’indignazione dei comaschi, gli unici che oggi potrebbero dirsi “spazientiti”, tanto solerti a rispondere ai fuochi d’artificio dell’abbattimento dell’ex azienda, altrettanto solerti a lasciare morire l’indignazione nel vedere la propria città cadere lentamente in rovina. E nel frattempo il sito del comune parla ancora di “Ticosa, nuovo quartiere” mentre la cronologia dell’avanzamento dei lavori relativi è impietosamente ferma all’approvazione della VAS, del 9 giugno 2008.

Ma forse anche di queste cose è meglio non parlare, ora che il sindaco è “spazientito”.

PS. Non preoccupatevi! Il sindaco ha già chiarito che tutto quello che succederà sulla Ticosa non influenzerà minimamente l’assetto dell’amministrazione comunale che rimane sempre e comunque solida (ti pareva il contrario!!!).

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