Come fottersene della manovra in 4 semplici passi…


Dopo che la crisi era passata, che eravamo alla fine del tunnel, che abbiamo resistito meglio di altri paesi, ora sembra invece che siamo semplicemente sullo stesso identico piano di tutti gli altri, che ci vogliono “sacrifici duri” e che in passato si è forse “speso troppo”. Mentre quindi gli italiani si preparano a fare i conti con questa nuova stagione di tagli e rigore, mentre la classe politica cerca scuse e capri espiatori su cui spostare l’attenzione (la colpa sembra ora della Sinistra che ha dato alle Regioni l’autonomia sulla sanità: ma allora che cosa diavolo dovrebbe intendersi con “federalismo”?mah…) ci si prepara alle manovre concrete che devranno mettere in atto le riforme previste.

Ma è davvero così semplice? sarà davvero così rigoroso per tutti il tempo che abbiamo davanti? Ecco quattro semplici esempi (dal più faceto al più serio) che dimostrano come non vi sia la minima intenzione di cambiare realmente le cose.

1 – Qualche giorno fa il sindaco Bruni ha dichiarato che questa manovra imporrà un giro di vite – senza specificarne la portata – su tutti i servizi alla persona comprese le tariffe delle mense scolastiche. Nelle stesse ore però alcuni articoli  sui quotidiani cittadini trattavano lo spinoso tema dell’introduzione del filetto di Pangasio come sostituto della Sogliola nelle stesse mense. La differenza? stimata intorno ai 35 euro al kg in meno per il pesce orientale. Ma le mamme comasche hanno fatto fronte comune : “solo la sogliola migliore per i nostri bimbi”. Il comune ovviamente obbedisce alla volontà popolare. Buone sogliole e Buone tariffe cari comaschi.

2 – Segretario comunale? meglio un city manager! L’apprensione sui conti pubblici a Como non giustifica affatto le richieste della minoranza di abolire la figura (sulla cui utilità si è discusso spesso) del Segretario comunale e della sua lauta ricompensa. Il precedente si era visto liquidare al momento della risoluzione del contratto (non più tardi di un 5 anni fa circa) una somma di quasi 500 mila euro per un servizio di tre anni. Ma il comune punta solo alla qualità. Anzi rilancia che Como meriterebbe un city manager vero e proprio, sul modello di Milano. Poi magari mancheranno i soldi per verbalizzare le sedute del Consiglio comunale. Ma di quello non ci importa.

3 – Cosa fa istituzionalmente una provincia? Probabilmente tante cose importanti ma non sufficenti se esiste da anni un grande fronte trasversale e bipartisan che ne chiede l’abolizione. Questo soprattutto dopo il trasferimento di gran parte delle competenze alle Regioni dopo la modifica costituzionale del titolo quinto. Ma nella battaglia per la sopravvivenza degli enti territoriali la parte del leone è svolta stranamente dalla Lega che, dopo anni passati a combattere gli sprechi di “Roma ladrona” ora è pronta alla guerra civile di Bergamo se le province verranno toccate. Con buona pace del risparmio del denaro del popolo una volta conquistata una poltrona anche la Lega dimostra di essersi ambientata benissimo tra gli altri partiti: dal figlio di Bossi nel cda di una società parallela all’expo ai forestali calabresi assunti da Calderoli, alla tutela delle province appunto. Come si risolverà la questione? Si intravvedono già le ombre del solito papocchio: aboliamo le province, ma solo quelle con meno di 200 mila abitanti, ma non quelle di confine, ma non…., ma non….

4 – Eppure le soluzioni possibili possono essere innumerevoli. E concrete. E semplici. Basta rispondere a semplici interrogativi. Perché sul GRA o sulla Circumvsuviana non pago la cifra di 1.20 euro prevista per le tangenziali di Milano? Perché la Salerno – Reggio rimane senza pedaggio? Tutte novità che saranno al centro degli interventi attuativi della manovra di bilancio, secondo quanto presentato da Tremonti, ma che hanno ovviamente scatenato la corsa al distingo e allo smarcamento all’interno degli amministratori della stessa maggioranza. Scopelliti , governatore calabrese, ha già dichiarato che non è pensabile un pedaggio sulla Sa-RC. Cominciamo bene.

Ecco infatti il colpo di grazia a qualsiasi progetto di intervento finanziario in Italia: pretendere di accontentare tutti. Gira voce che la contrarietà maggiore di Berlusconi sia dovuta all’inevitabile calo di consenso che alcuni interventi porteranno. Perché l’audience e il consenso plebiscitario è più forte di tutto. Così, se da una parte abbiamo, un debito pubblico raddoppiato in pochi anni, dall’altra si continuano a fare commesse faraoniche dal ponte sullo stretto, ai lavori per il G8, ai fallimentari mondiali di nuoto all’expo. Se da una parte si pensa all’abbassamento delle pensioni di invalidità dall’altra non si colpiscono adeguatamente le migliaia di frodi scoperte ogni settimana punendo soprattutto i dirigenti che hanno concesso quelle pensioni. Se da una parte emerge un quadro di evasione fiscale sistemica, dall’altra si diminuiscono le risorse per le forze dell’ordine, si pensa alla limitazione delle intercettazioni, non si agevola burocraticamente l’unificazione dei database fiscali, si pensa a sistemi di condono e di regolarizzazione. Se da una parte i redditi da lavoro dipendente dimostrano tutta la loro fragilità e debolezza, dall’altra ci si ostina a prevedere 3 soli scaglioni di prelievo fiscale.

In fin dei conti. Chi è causa del suo mal…

Annunci

Un pensiero su “Come fottersene della manovra in 4 semplici passi…

  1. Pingback: Proposte che nessuno (o quasi) farà mai « Stemctost's Blog

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...