Curiosità: come tirarsi la zappa sui piedi


Il caso vuole che in questi giorni stiano succedendo parecchie cose nel mondo che destano preoccupazione per la stabilità globale e altre in Italia che gettano pesanti ombre,  come se ce ne mancassero, sul sistema politico e culturale del nostro Paese.

La crisi Greca  porta con se l’incubo che ricadute simili possano esserci sull’economia degli altri Paesi compresa l’Italia e la crisi economica globale obbligherà prima o poi a rivedere le regole del mercato globale per evitare gli effetti peggiori sul mondo del lavoro. Negli Usa si sta consumando il più grande disastro ecologico di tutti i tempi e questo dovrebbe fare da traino ad una discussione concreta sulla produzione di energia pulita e di nuove tecnologie. Volendo ci sarebbe anche un colpo di Stato – passato sotto silenzio – nell’unico paese al mondo (Kirghizistan) che ospita 2 basi nucleari di due stati abbastanza contrapposti (USA e Russia).

Ma se non bastasse guardiamo il nostro orticello. L’affare Scajola è solo la punta di un malaffare molto più ampio che è collegato più o meno diretamente al filone d’inchiesta sugli appalti guidati che ruotavano attorno alla Protezione Civile, altro fiore all’occhiello del Sistema-Itala macchiato da uno scandalo potenzialmente dirompente. C’è chi parla di seconda tangentopoli e chi ritiene che il malcostume sia un male endemico italiano, fatto sta che la Corte dei Conti ha lanciato più volte allarmi sulla situazione dei reati contro lo Stato (Corruzione, concussione, evasione fiscale ecc.). Il premier si avventura in sventurate riflessioni sulla libertà di informazione mentre Freedom House ci mette al penultimo posto in Europa nel suo rapporto annuale. La crisi lascia il segno e la disoccupazione concreta getta nel panico migliaia di famiglie italiane. Non continuo oltre l’elenco ma insomma, direi che per i nostri parlamentari di lavoro da fare ce ne sarebbe parecchio.

In mezzo a tutto questo invece salta fuori la notizia che una grossa fetta di parlamentari bipartisas, da Gasparri a Capezzone, da Ranucci a Della Seta, si è mobilitata in forze per porre sul piatto dei lavori parlamentari la presunta irregolarità della partita Lazio-Inter in quanto, si legge nel testo di una interrogazione parlamentare presentata,:

“Fino a poco tempo fa le ultime partite del campionato di italiano di seria A si svolgevano tassativamente in orari contemporanei, per evitare alle squadre vantaggi derivanti dal giocare sapendo l’esito di un incontro che avrebbe influito sull’andamento del torneo, sia in considerazione della corsa allo scudetto o alla possibilità di retrocedere in serie B. Attualmente invece, in considerazione degli interessi dei networks televisivi che intendono massimizzare gli ascolti distribuendo in diversi orari le partite, gli incontri delle ultime, decisive, giornate non seguono più quel criterio logico, a discapito della lealtà sportiva. Chiediamo dunque al Presidente del Consiglio, se questa situazione non alteri la regolarità del Campionato italiano” […] “Nelle ultime giornate questa situazione ha concesso vantaggi tangibili, la partita di ieri tra Lazio e Inter giocata col risultato già acquisito dall’Atalanta ne può essere dimostrazione, e indubbiamente il campionato italiano, seguito da milioni di appassionati e tifosi, risente di questa impostazione ad uso e consumo degli interessi televisivi. Chiediamo inoltre che, per garantire la massima regolarità del Campionato, si vigili con attenzione sulle ultime e decisive partite del torneo”.

Non intendo qui trattare della regolarità di una partita di calcio, né fare il qualunquista dicendo che i nostri parlamentari non fanno nulla di importante, ci mancherebbe dal momento che conosco la mole di lavoro che sono chiamati a fare. Ma, mi domando,  siamo in Italia! siamo in un paese dove quasi il 40% della popolazione non va nemmeno più a voltare, dove assistiamo ad uno scollamento preoccupante tra la classe politica e la cittadinanza ; siamo nella patria di Bebbe Grillo e della “polemica senza se e senza ma” e siamo anche nella patria Bruno Vespa e della politica da salotto.

Beh con queste premesse mi pare che forse questa trovata calcistica era meglio evitarla perché in questo caso la politica si è tirata una bella zappa sui piedi dando per l’ennesima volta ragione ai suoi detrattori.

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