Appunti di Relazioni Internazionali – 2: la libertà di espressione


Il Consiglio d’Europa promuove ogni anno un concorso artistico che si chiama Poster4Tomorrow: artisti da tutto il mondo sono chiamati ad esprimersi graficamente intorno ad un tema collegato con la Dichiarazione Europea dei Diritti dell’Uomo (L’edizione 2010 si incentra sulla pena di Morte), una selezione delle 100 migliori opere viene esposta in diverse città del Mondo nel corso di una mostra itinerante lunga quasi un anno.

A Straburgo ho visto i 100 lavori “finalisti” dell’Edizione 2009 che aveva per tema la libertà di espressione; titolo: “la penna è più forte di una spada”.

Opere tra loro molto diverse, molte apprezzabili, alcune che presentano soluzioni grafiche davvero innovative e geniali, tutte con un filo conduttore spesso molto polemico sul tema del controllo dell’informazione e dei mezzi di comunicazione. Solo 2 capi di Stato e Governo hanno il discutibile privilegio di venire raffigurati in questa mostra.

Il primo è Mahmud Ahmadinejad, il presidente Iraniano, che guadagna questo “onore” a suon di tentativi di manipolazione dell’opinione pubblica e di censura di Stato sulle violenze interne in tema di ordine pubblico: un esempio su tutti le manifestazioni studentesche di qualche mese fa.

Il secondo è – guarda caso –  Silvio Berlusconi che viene raffigurato in un manifesto che, graficamente, è una selle soluzioni più originali che abbia visto in questa esposizione, e dal punto di vista dei contenuti parla da solo. Potete ammirarlo qui.

Un membro dell’ufficio stampa del Consiglio d’Europa mi ha detto, qualche giorno dopo, che ci sono stati un po’ di problemi alla pubblicazione ed esposizione di quell’opera e pressioni politiche perchè la si escludesse (un capo di governo in carica, contestato, affisso su di un palazzo del Consiglio d’Europa?!!!?), ma la scelta finale è stata quella di pubblicare tutti i lavori rispettando la sensibilità di artisti diversi da tutto il mondo. E – aggiungo io – che esposizione sulla libertà di espressione sarebbe stata se si fosse partiti da una censura politica?

Al di là dell’ennesima figura di palta internazionale, è un episodio che fa davvero riflettere sul rapporto tra politica e potere. Dall’editto Bulgaro al concerto del primo Maggio mandato in onda dopo 20 minuti pro-censura (2004) in Italia siamo abituati ormai anche inconsciamente ad una qualche forma di controllo che un esempio di trasparenza e distacco come questo fa lasciare – almeno per qualche minuto – a bocca aperta.

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