Animalismi


Pur non possedendo animali domestici non nutro antipatie pregiudiziali nei confronti dei nostri amici a 4 zampe e ultimamente sono riuscito anche a contenere una certa paura dei cani di taglia medio-grande che mi trascinavo dall’infanzia. Ma al tempo stesso non posso ne voglio definirmi animalista.

Nei giorni scorsi è successo che un volto noto della televisione italiana, Beppe Bigazzi, è stato sospeso dalla trasmissione “la prova del cuoco” per aver citato una ricetta povera  a base di carne felina, in voga negli anni ’20 e ’30 nelle province venete (soprattutto tra i ceti sociali più poveri), e ammesso di averla lui stesso gustata. Insomma, una cosa a metà strada tra la leggenda popolare e l’aneddoto, tanto vecchia quanto risaputa. Del resto «Venesiani gran signori, Padovani gran dotori, Vicentini magna gati, Veronesi tuti mati»!

Apriti Cielo! Dall’associazionismo alla politica si è scatenata subito una caccia all’uomo quasi che si volesse preparare la puntata successiva de “la prova del cuoco” dedicandola alla cottura delle carni di Bigazzi stesso.

Sinceramente non mi scandalizza quello che ha detto l’ex manager in trasmissione, né, da onnivoro fiero di esserlo, mi assalgono i sensi di colpa per quello che mi trovo nel piatto. Mi sembra che la sospensione dal programma sia una misura un po’ eccessiva ma rispetto profondamente le idee di chi non la pensa come me e l’impegno e la tenacia di chi si spende per sostenere queste idee.

La cosa che, in tutta questa storia, ha del ridicolo è però l’atteggiamento di sdegno e rabbia dell’on. Francesca Martini, sottosegretario alla salute, che, compiacendosi dei provvedimenti disciplinari assunti dalla RAI, non ha esitato a dire che  “La magnificazione della bontà della carne felina e l’incoraggiamento al suo consumo, tanto più in una trasmissione di grande ascolto, rappresentano l’esaltazione di un fatto di reato, poiché tale condotta è di per sé idonea all’imitazione”.

Parole Forti! Ma …da quale partito proviene questa solerte tutrice dei diritti animali? Ma dalla Lega Nord, ovviamente! Un partito in prima linea tanto nella difesa dei diritti animali quanto nella negazione dei diritti di ampie categorie di esseri umani. del resto la nostra Sottosegretario era la stessa che sosteneva a gran voce l’obbligo dei medici di denunciare i clandestini a cui prestavano cure mediche! Parlano da sole le reazioni di noti esponenti Leghisti dopo i fatti di Rosarno, le parole dell’on. Salvini non più di una settimana fa o le critiche al card. Tettamanzi reo di occuparsi troppo di immigrati e non dei fedeli cattolici “giusti”. E che dire dei celebri proclami di Borghezio o Prosperini (Leghista esule nel PDL). A quando lo sdegno per le condizioni di salute degli ospiti dei CPT di tutta Italia oppure dei reclusi ammassati nelle carceri del nostro paese da nord a sud? Probabilmente questi sono problemi meno importanti di una frase di 5 minuti di un conduttore televisivo.

E’ spaventosa l’ipocrisia dirompente nella società mediatica italiana. E’ tanto spaventosa che emerge anche in episodi stupidi e di per se bonari come questo.

Una sola domanda, signora Sottosegretario: e se Bigazzi intendeva solo suggerire una tecnica per eliminare quegli “extracomunitari” dei gatti Persiani, Soriani, Abissini e Siamesi?

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