Albate pensa un po’ a se’ stessa…


Albate prende finalmente un po’ più coscienza di sé stessa e lo fa accettando di dire una ferma parola riguardo ai pesanti investimenti immobiliari che da anni stanno modificando il territorio.

Durante il consiglio circoscrizionale di giovedì 17 dicembre ad Albate, infatti, è stata approvata all’unanimità una delibera in cui si esprime non un parere positivo ma una semplice presa d’atto sul nuovo progetto per il piano integrato d’intervento nell’area dell’ex azienda serica Frey.

La delibera, redatta a partire da una bozza che abbiamo presentato come opposizione in consiglio, aveva come oggetto un piano di intervento per la riqualificazione dell’area da anni dismessa e ormai fatiscente, di quella che è stata una delle maggiori aziende tessili del territorio, un complesso che dalla sua apertura nel 1900 ha regolata la vita del nostro quartiere che gli è letteralmente cresciuto attorno.

Si tratta della seconda delibera avente per oggetto un progetto di riqualificazione del’ex-tessitura. Su quell’area, infatti, era già stato presentato un progetto poi respinto per profili di incompatibilità con le specifiche previste dal piano regolatore. Oggi, dalla previsione iniziale di 4 palazzine di 9 piani, la proprietà del terreno è arrivata a formulare una soluzione di 6 palazzine da 5 e 6 piani, per un totale di 128 unità abitative (che potranno però variare in corso di realizzazione) da realizzarsi in un arco di tempo stimato in 7 anni di lavori. L’opera conclusa creerà un vero e proprio quartiere con il rifacimento delle vie confinanti, la creazione di parcheggi e di una piazza antistante le palazzine anteriori. A differenza del precedente, quest’ultimo progetto, dal punto di vista architettonico e strutturale,rispetta i vincoli territoriali e risponde a tutte le specifiche tecniche, alle misure, altezze, volumetrie e distanze previste dall’articolata normativa in materia e raccoglie alcune delle raccomandazioni a suo tempo espresse da diversi livelli compreso il Consiglio di Circoscrizione di Albate nella precedente delibera.

Riteniamo però che ogni progetto, seppur conforme alle norme, necessiti di essere valutato da un punto di vista globale e da quello dell’impatto complessivo nell’economia globale di un quartiere che mostra già parecchi problemi di natura urbanistica. A maggior ragione se si tratta di un intervento di tale entità. Un tale insediamento non viene semplicemente “costruito” va ad inserirsi in un contesto che presenta già delle peculiarità e sicuramente non deve essere peggiorativo ti tale contesto. Problemi di questo tipo si rivelano inoltre molto più complessi dal momento che si devono necessariamente tenere presenti aspetti molto diversi: un progetto impeccabile dal punto di vista strutturale e regolamentare, un piano regolatore che consente interventi di tali dimensioni su quella specifica area, una società legittimamente proprietaria del terreno (per una somma davvero rilevante , circa 6 mln. di euro) e il pieno diritto di disporne.

Il nostro – ma è un discorso estendibile a tutte le zone periferiche della città –  è un territorio che negli ultimi anni ha dovuto già sopportare troppi sacrifici in termini di urbanizzazione: uno scempio continuo che ha portato parecchie centinaia di nuove unità abitative in pochi mesi, nuovi insediamenti realizzati senza alcuna progettualità “di quartiere” ma  seguendo solo la logica del riempire spazi lasciati liberi da terreni inutilizzati e fabbriche dismesse con la prospettiva del massimo profitto. Pur agendo nei limiti consentiti dal piano regolatore, è scandaloso che mai ci si è fermati un solo secondo per studiare l’organizzazione dei nuovi insediamenti, sostenere la creazione di nuove attività commerciali, inserire servizi utili per i cittadini. E questo compito sarebbe dovuto venir svolto innanzitutto dalle differenti autorità di amministrazione del territorio. La realtà è invece che si è assistito, negli ultimi anni, ad una gestione territoriale che complessivamente ha chiesto già molta fatica, pazienza e sacrifici alle periferie della città di Como – nella sola Circoscrizione 1 si pensi a Via Acquanera, i progetti su via Cumano, gli insediamenti a Trecallo) a fronte di compensazioni economiche e urbanistiche –  attraverso il reinvestimento sul territorio degli oneri di urbanizzazione – relativamente molto scarsi.

Aggiungo anche che gran parte dei condomini residenziali costruiti e terminati faticano non poco a venire completamente venduti e questo dovrebbe per lo meno far porre la domanda se davvero il mercato abbia reale necessità di tutti questi investimenti.

A margine di tutto questo mi piace anche credere che in questo tipo di ragionamenti si gioca anche il ruolo primario di essere consiglieri di circoscrizione, un incarico che troppo spesso viene sottovalutato  anche dagli stessi consiglieri. Perché se è vero che si tratta di organo puramente consultivo, privo di alcun potere esecutivo e destinato per legge a scomparire dal prossimo mandato amministrativo, è pur vero che i c.d. Consigli di Quartiere nei fatti sono dei punti di riferimento per i cittadini, dei canali di informazione e quindi di contatto con il Comune di Como. Siamo uno degli strumenti attraverso i quali molte persone si sentono maggiormente ascoltate dal Comune e di conseguenza più vicino ad esso: un ruolo tutto sommato notevole per una città nella quale la comunicazione istituzionale e politica rasenta il mutismo. E il modo migliore per svolger questo compito è quello di informare, far sapere e non assistere passivamente a tutte le scelte che vengono fatte in altre sedi.

Per tutti questi motivi  anche la maggioranza, inizialmente intenzionata a votare una delibera espressamente favorevole al progetto, ha convenuto di sostenere una posizione a partire dal nostro documento nell’ottica di dare un messaggio più incisivo verso Como

Nella delibera sono rievocati tutti i passaggi che hanno portato all’ultimo progetto, presentato dalla proprietà anche a seguito del parere negativo già espresso nel 2008 a Palazzo Cernezzi in commissione urbanistica: le altezze vengono ridotte da nove a cinque/sei piani ma aumenta il numero degli edifici. Se la delibera rileva il fatto che la proprietà e l’immobiliare abbiano deciso di abbassare le altezze a 18 metri (tuttavia non ai 16 inizialmente richiesti), nella seconda parte vengono sottolineati tutti i problemi che si prospettano al di là delle altezze, come i parcheggi e, facendo un calcolo approssimativo, la mancanza di adeguati servizi in zona per le oltre trecentocinquanta persone che verranno ad abitare nei centotrenta appartamenti messi in vendita.

Il messaggio così inviato è triplice: siamo stanchi d’interventi pesanti che ci trasformano in un quartiere dormitorio, la proprietà può e deve lavorare ulteriormente a migliorare il progetto per qualità e inserimento nel contesto, il comune provveda ad aumentare i servizi nel quartiere e a evitare che via Canturina s’intasi del tutto.

Di seguito vi posto il testo della delibera.

OGGETTO:  Adozione del piano di recupero e conseguente variante urbanistica, ai sensi del combinato disposto di cui agli art.25 LR 12/05 e 2, comma 2, lettera f) – g),LR 23/97, proposta dalla Immobiliare ALBATE CENTRO srl e dalla Cassa Rurale ed Artigiana Cantù Banca Di Credito Cooperativo per la realizzazione di un complesso Immobiliare in Como via Canturina n. 192 interessante i mapp. 4879,4880 e893 fg.5 – della sez. censuaria di Como- Albate :parere;

IL   CONSIGLIO   DI  CIRCOSCRIZIONE

Vista la richiesta di parere  avente per oggetto”Adozione del piano di recupero e conseguente variante urbanistica, ai sensi del combinato disposto di cui agli art.25 LR 12/05 e 2, comma 2, lettera f) – g),LR 23/97, proposta dalla Immobiliare ALBATE CENTRO srl e dalla Cassa Rurale ed Artigiana Cantù Banca Di Credito Cooperativo per la realizzazione di un complesso Immobiliare in Como via Canturina n. 192 interessante i mapp. 4879,4880 e893 fg.5 – della sez. censuaria di Como- Albate “

Esaminata la documentazione trasmessa;

Sentita la relazione  del Presidente della Commissione Urbanistica –Lavori Pubblici – Viabilità – Trasporti Consigliere Della Valle

Sentiti altresì gli interventi del Presidente e dei Capogruppo

Ai sensi dell’art. 25 punto 3 del Regolamento per i Consigli di Circoscrizione;

Con voto unanime

Espresso secondo il vigente ordinamento

D E L I B E R A

PREMESSO CHE

  • in data 3/7/2008 protocollata il giorno 8/7/2008 con il n. 30388  – l’Immobiliare Albate Centro s.r.l. e la Cassa Rurale Ed Artigiana Cantù Banca Di Credito Cooperativo hanno presentato  richiesta di approvazione di piano di recupero per la realizzazione in via Canturina n. 192 di un complesso immobiliare con destinazione parte commerciale e terziario e parte a destinazione residenziale;
  • su tale progetto e le successive integrazioni, il Consiglio di Circoscrizione 1 – Albate, Muggiò, Acquanera, ha espresso parere contrario con deliberazione n. 48/2008 del 27/11/2008, nella quale sono formulate specifiche richieste migliorative;
  • il detto progetto, nuovamente integrato, è presentato per l’espressione di parere al Consiglio di Circoscrizione 1;

CONSIDERATO CHE

  • nel territorio della circoscrizione si è manifestata la tendenza alla realizzazione di numerosi complessi residenziali ad alta concentrazione con conseguente rischio di banalizzazione del paesaggio urbano locale;
  • la crescente concentrazione residenziale, non accompagnata da un adeguato sviluppo e connessione di funzioni ulteriori e servizi, ha provocato l’insorgere di problemi di traffico, di sosta e di qualità degli spazi urbani che complessivamente incidono in modo negativo e in forme sempre più evidenti sulla vivibilità del territorio della circoscrizione;
  • la collocazione della zona interessata dal progetto in esame, al centro del quartiere di Albate e lungo il suo principale asse stradale, impone che in essa siano condotti interventi che si distinguano per accortezza urbanistica, dotazioni pubbliche o d’interesse generale e per soddisfacente soluzione delle implicazioni sull’esistente sistema viabilistico e della sosta, oltre che per qualità architettonica complessiva;
  • in via generale, dall’attuazione di progetti di qualità complessiva limitata e di pesante impatto consegue un abbassamento dei criteri per la valutazione di eventuali nuovi interventi insediativi e urbanistici che in un tempo successivo dovessero essere proposti nel medesimo contesto o in contesti limitrofi;
  • il comparto interessato dalla proposta di piano di recupero attualmente è occupato dagli edifici dell’ex stabilimento Frey, azienda serica che ha segnato in modo importante l’evoluzione urbanistica e la storia sociale del quartiere di Albate;

VISTO

  • il parere favorevole a maggioranza espresso della commissione URBANISTICA della Circoscrizione 1.

RILEVATO CHE

  • in forma minore di quanto richiesto dal Consiglio di Circoscrizione nella propria deliberazione n. 48/2008, la rinnovata proposta di piano d’intervento prevede una riduzione delle altezze dei corpi di fabbrica, rispetto alle ipotesi progettuali esaminate nel 2008;
  • lo schema di convenzione allegato al piano d’intervento prevede una parziale monetizzazione delle aree per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale;

ESPRIME IL SEGUENTE PARERE:

si prende atto dell’avanzamento del progetto riformulato nella direzione già indicata dal Consiglio di Circoscrizione con deliberazione n. 48/2008 circa la riduzione delle altezze degli edifici.

Tuttavia  si rileva il persistere di quei gravi e problematici  aspetti relativi  all’integrazione col tessuto urbano e paesaggistico del quartiere, già più volte portati all’attenzione del Comune da parte del Consiglio di Circoscrizione,  per i quali

IL CONSIGLIO DI CIRCOSCRIZIONE RITIENE NECESSARIO CHE:

_______________________________________________________________________________

  1. i parcheggi ad uso pubblico (interni all’intervento e lungo via Merzario) non vengano regolamentati con parcometro, bensì a disco orario (durata della sosta da decidere con il comune), e che vengano controllati saltuariamente da parte degli addetti al traffico; mentre il parcheggio stazione deve essere libero almeno in percentuale (min ….%);
  2. la proprietà studi la possibilità di creare un parcheggio ad uso dei vari dipendenti e gestori (banca/negozi), tanto da non usufruire del “P” pubblico, ritenendo che la quantità di questi ultimi sia già limitata. (es. sotto la piazza);
  3. vengano posizionati lungo la via Canturina indicatori per la segnalazione dei parcheggi ad uso pubblico;
  4. la manutenzione settimanale della piazza e periodica del verde pubblico venga effettuata dalla proprietà  e non dal comune e che venga regolamentata tramite sottoscrizione di accordo programmatico;
  5. gli oneri derivanti dalla costruzione del nuovo insediamento siano investiti in opere progettate  in funzione del miglioramento dell’arredo urbano  del territorio
  6. venga effettuato uno studio degli effetti del nuovo insediamento e delle canalizzazioni di flusso previste sul traffico della via Canturina.”
  7. all’aumento consistente della popolazione residente, presumibilmente connesso all’attuazione di piani di recupero nel comparto in oggetto, corrisponda da parte dell’Amministrazione Comunale un congruo incremento dei servizi alla cittadinanza disponibili nel territorio del quartiere interessato
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