Quando la “prova video” fa paura…


Espansione TV e il Corriere di Como hanno avanzato la richiesta al Presidente del Consiglio Comunale di avere a disposizione i files audio relativi alle sedute del consiglio comunale. Richiesta legittima e apparentemente senza problemi in quanto per legge le sedute sono pubbliche.  Chi vi scrive avanzò una richiesta simile ma relativa alle  verbalizzazioni delle sedute: ritenevo infatti – come succede nel 99% degli organismi assembleari al mondo – che di ogni seduta rimanesse una traccia cartacea con un resoconto degli interventi. Mi sbagliavo. Ricevetti 3 email da 3 uffici diversi che mi spiegarono come questo non è ancora tecnicamente possibile, ma stanno “completando” le procedure per dotarsi un meccanismo di trascrizione degli interventi in modo che i verbali possano essere “a breve” disponibili sul sito.

La richiesta di ETV e del Corrierino è stata respinta con svariate motivazioni tanto tecniche quanto assurde come la preoccupazione che i files possano “essere scaricati” da terzi o la preoccupazione della “tracciabilità del server su cui verranno messi i dati” (dice il presidente Pastore) fino al tremendo “pericolo di manipolazioni” (Butti).

Al di là del fatto che stiamo parlando di registrazioni relative ad assemblee pubbliche ed aperte alla partecipazione dei cittadini, credo invece che questo rifiuto sia motivato solo dalla voglia di non fare brutte figure e dalla paura che qualcuno, poi, si prenda la briga di ascoltarle tutte quelle registrazioni!

Magari salterebbe fuori che la maggior parte delle sedute avvengono in assenza di un dibattito reale, che alcuni consiglieri prendono parola davvero raramente, che spesso i lavori non seguono la piena correttezza del regolamento, che tante discussioni vengono calate su di un piano squisitamente personale, che spesso il brusio dei consiglieri supera il tono di chi sta facendo un intervento (al microfono!) e che i (pochi) richiami del presidente hanno un effetto quasi nullo.

Ma anche se così fosse non capisco fino in fondo questa paura dal momento che stiamo parlando solo di audio: il video rivelerebbe anche ben altri particolari. Si vedrebbero volti, espressioni, risate e strafottenza, gente che va e che viene a seconda di chi sia il collega che interviene e si vedrebbero palesemente anche le scelte da ciascuno fatte in certe votazioni e come queste scelte stridano con le parole che all’esterno si sbandierano (si veda l’ultimo assestamento di bilancio ad esempio).

Evidentemente, nel paese che ha fatto della moviola un arte, la “prova -tv” fa paura non solo ai calciatori!

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2 pensieri su “Quando la “prova video” fa paura…

  1. se gli audio non si riescono a ottenere semplicemente chiedendoli, basterebbe che un semplice cittadino andasse li con un registratore…
    chissà cosa direbbero!

  2. In altri comuni è la norma, forse non avranno così tanto da nascondere. La comunicazione è utile ma non ci ripara da alcune tattiche ormai “rodate” che mettono il CC nelle condizioni di dover ratificare senza poter analizzare e discutere, vedasi acsm. Non so quanta paura potrà fargli se la regia preconfeziona il prodotto. Ma è meglio di nulla.

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