Palazzo Cernezzi: istruzioni per l’uso


Mi sento di scrivere qualche riga a fronte delle domande che molti si ponevano alla conclusione del consiglio comunale straordinario di lunedì  sera e della molta confusione che si legge in giro riguardo ai meccanismi del Consiglio.

In effetti , agli occhi di chi non è pratico delle procedure del Palazzo, potrà sembrare quella di lunedì una seduta completamente inutile e smorta. Ma ad un’occhiata più attenta non sfugge il fatto che si è trattato un evento straordinario, una riunione del Consiglio come poche ce ne sono state nei tempi più recenti. E dalla quale trarre qualche insegnamento e speranza per il futuro della nostra città.

Dal punto di vista del contenuto mi sento in dovere di sfatare qualche luogo comune e qualche dubbio alimentati anche dai titoli ad effetto dei quotidiani di questi giorni. Innanzitutto NON c’è stata alcuna votazione su mozioni di sfiducia al Sindaco Bruni. Ci sarà, invece, una mozione di sfiducia all’assessore Caradonna e una mozione di censura – atto di rimprovero grave ma senza effetti vincolanti – all’indirizzo del Primo Cittadino. Nella seduta di lunedì scorso non si è riusciti a procedere ad alcuna votazione in quanto le regole di procedura del Consiglio prevedono la possibilità di parola per 15 minuti a ciascun consigliere e l’interruzione dei lavori alla mezzanotte. È plausibile che il voto che potenzialmente potrebbe portare Caradonna ad abbandonare la giunta slitti ulteriormente fino alla seduta di lunedì prossimo a seconda del numero di iscritti a prendere parola.

Si è invece diffusa la voce – confermata – della possibilità di una “dimissione” di massa di 21 consiglieri, cosa che avrebbe portato alla caduta immediata del consiglio comunale ed alle elezioni anticipate. Le dimissioni non sarebbero però state presentate durante la seduta ma nel corso della giornata dal momento che devono venire protocollate nel medesimo momento. Si sarebbe trattato – ed è qui che la confusione tra molti cittadini regna sovrana – di una sorta di sfiducia indiretta al Sindaco, come dire: “ci hai deluso, noi ci dimettiamo perché non hai più alcuna credibilità”. Questa idea – purtroppo – è rimasta solo tale ma avrebbe costituito un atto davvero forte. Così non è stato ma questo è un altro discorso.

Dal punto di vista formale, invece, il tutto si è svolto in un clima surreale, quello di un Palazzo blindato pronto ad accogliere un pulman di hooligans in trasferta. La sala consiliare isolata, i pochi presenti segnati dalla questura, nessun contatto con i cittadini in Sala Stemmi, distribuzione di promemoria con le norme di comportamento da regolamento comunale, chiusura ermetica di porte e finestre per non udire alcuna contestazione e temperatura finale percepita di 40°.

Chi ha già assistito ad altre sedute del Consiglio difficilmente scorda le passeggiate tra i banchi, i capannelli in corridoio, le assenze, le pizze ordinate alle 23 e il quasi totale menefreghismo per il collega di turno che sta facendo un intervento. Lunedì non c’è stato niente di tutto questo!

La diretta televisiva, l’occhio della telecamera sempre acceso ha obbligato comportamenti contenuti , pacati e attenti da parte dei consiglieri (straordinariamente) tutti presenti: per quanto possa sembrare assurdo posso affermare che si è assistito anche ad un livello di scontro verbale abbastanza “alto” rispetto alla media dove l’interruzione, la battutina e l’insulto non si contano più.

Ovviamente oltre alle telecamere, un ruolo fondamentale l’hanno avuto i veri protagonisti della seduta, le decine e decine di comaschi che hanno seguito la diretta dalla Sala Stemmi, portando la loro voce indignata, fisicamente presente alle orecchie poco dei consiglieri. Orecchie poco abituate sia a suoni di applauso che di contestazione.

Per quanto il meccanismo possa essere lento e burocratico, la discussione formale e noiosa, la compostezza falsa e meccanica, io nella seduta del Consiglio comunale di lunedì  ci vedo una città che finalmente si re-impossessa del Palazzo, che comincia ad abbattere il vuoto di interesse che solitamente pervade i lavori della nostra amministrazione con la causa/conseguenza di essere sempre meno informati di quello che accade e di accorgersi sempre troppo tardi dei danni.

Molto amaramente mi ritrovo a pensare che se la stessa partecipazione della cittadinanza ci fosse stata in occasione dell’approvazione di un bilancio, di un rimpasto di giunta, di ogni altro provvedimento, forse oggi avremmo un atteggiamento diverso da parte dell’amministrazione comasca, di qualunque colore politico possa essere. Spero che se ne tragga una lezione per il futuro anche se i cambiamenti richiedono pazienza, tempo e costanza.

Per il momento, arrivederci a giovedì sera.

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2 pensieri su “Palazzo Cernezzi: istruzioni per l’uso

  1. Innanzitutto carissimo, complimenti per l’idea dello spazio virtuale. Può diventare un bel luogo di confronto piuttosto che facebook. Tre annotazioni:

    a)la sfiducia a Caradonna ci sarà a mio parere, come c’è stata per Enrico Cenetiempo. Ma non si farà nulla, pare che il Sig. Sindaco non consideri queste mozioni degne di dare una scossa alle sue certezze. Resta un ulteriore bel segnale (ricordiamoci della sua non-elezione=bocciatura alle ultime elezioni amministrative) nei confronti del dottor Caradonna che, per un sussulto di dignità, potrebbe tornare a testa alta a fare altro piuttosto che amministrare Como.

    b)Nonostante gli strilli dei due quotidiani locali, nonostante la confusione che c’è stata (come tu giustamente sottolinei e chiarisci) e nonostante l’attacco mediatico nei confronti del professor Magatti, resto convinto che la linea politica da seguire e da perseguire è quella dettata da Alessandro Rapinese: compattarsi come opposizione, smettere di credersi superiori agli altri oppositori e contrastare duramente (nel rispetto istituzionale) le malefatte di Bruni. Questa del muro è l’occasione adatta: perciò via i simboli e le bandiere (e con ciò intendo anche le strutture e sovrastrutture) dei partiti, qui si deve tornare ad amministrare una città, non a far politica.

    c) to be continued…

  2. Ciao Ste, non guardo mai Espansione tv, ma lunedì sera me la sono vista tutta. (te compreso 😀 ).
    Forse dovrebbero fare sempre la diretta. L’impressione che ho avuto è stata:
    1) il proiettore in sala, ma più che altro le planimetrie viste da tutti… io pensavo che un’opera del genere fosse stata votata dal consiglio DOPO aver visto i progetti e averli studiati… ma evidentemente non funziona così. la max parte sembrava vederlì lunedì per la prima volta.
    2) capisco che i consiglieri abbiano altri lavori, ma certi sembrava fossero lì per caso e che di aver preparato un discorso o una scaletta non gli fosse passato per la mente… om che i contenuti sono la cosa importante, ma la forma con cui li presenti conta uguale (vedi Bruni, dice cose senza senso, ma mi dispiace ammetterlo, sa parlare. lo sa fare.). Le planimetrie presentate così, tra un.. “è un pdf sa…” “a stavo dimenticando questa”.. “non si può zoommare..”… MA un POWERPOINT fatto coi fiocchi no?? dava scena e metteva in risalto le cose che invece il pubblico casalingo magari senza troppa istruzione così non avrà capito nulla..
    3)L’impressione generale è che il consiglio operi staccato dalla città.. che sia un posto dove ogniuno cerca di fare i propri interessi con gli strumenti che la città gli dà: sono un edile… facciamo una piazza e ci metto i miei. Sono un avvocato? faccio milla cause e ricorsi. Sono un grafico? rendering a go go per cose per la città ma che mi fanno guadagnare. Vendo elettronica? installiamo pannelli luminosi ovunque. Non dico che siano cose inutili alla città. Ma che la città sia un mezzo e non il fine!

    Ok.. ciaooooooo
    Francesco (Ubo)

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