Buonanotte sostenibile
Torno a casa ora e vorrei augurare la buonanotte ai bidelli della scuola superiore (una sede distaccata) esattamente di fronte a casa mia. Buonanotte a loro e alle lampadine lasciate accese in un’aula ( o forse più di una).
Non è la prima volta ed in effetti succede con una frequenza disarmante, a volte a cavallo del week end. Certo, una dimenticanza capita a tutti, anche 2, 3 o 4: non dobbiamo mettere nessuno alla gogna. Ma in un’epoca dove si è abituati a scandalizzarci per i grandi sprechi pluridecennali della Pubblica Amministrazione, semplici regole di buon senso e di economia, diciamo, “domestica” sembrano ridicole, inutili, trascurabili. Ridicole come le soluzioni: se la memoria umana a volte fallisce basterebbe solo un piccolo temporizzatore che spenga tutto in automatico ad un determinato orario. E il risparmio è fatto.
Preso singolarmente è - ovviamente – un piccolo consumo di corrente. Ma se sommiamo tutti i consumi che negli edifici pubblici possono essere evitati con semplicissimi accorgimenti allora la cifra diventa notevole (lascio ai tecnici il piacere di misurarla). Basterebbe pensarci un poco: dall’aria condizionata d’estate, alle fontanelle a ciclo continuo, alle aiuole annaffiate automaticamente anche quando diluvia. Basterebbero piccole regole invece di futuristici, costosi ma pubblicizzatissimi impianti la cui efficacia è vanificata innanzitutto dall’elevatissima dispersione delle strutture dei singoli edifici (leggi ad esempio Biblioteca Comunale).
Regole, forza di volontà e piccoli accorgimenti. Purché qualcuno, da domattina, abbia voglia di pensarci davvero.
Buonanotte.
